Roma, 7 nov – Aziza Youssef, di origini italiane ma residente in Algeria è una delle più agguerrite: “Noi siamo un investimento per voi” dice ai rappresentanti del Cgie “uno dei punti fondamentali della Conferenza dovrebbe essere la formazione professionale dei giovani che arrivano in Algeria. Abbiamo bisogno del vostro aiuto per poter aiutare voi”.
Giovanni Lombardo, dal Venezuela, sottolinea la necessità di migliorare l’offerta di studio della lingua italiana. “Io sono stato fortunato – dice in un ottimo italiano – ma molti sono i figli di italiani che non possono frequentare i corsi di lingua o le scuole italiane perché sono troppo costose”. Il problema della diffusione della lingua italiana, è stato sottolineato anche da Lorenzo Murgia, vicepresidente del Consiglio dei Toscani all’Estero, che ha spiegato l’esperienza di questa Regione, organizzatrice da diversi anni di corsi della durata di quattro settimane che hanno portato in Toscana migliaia di giovani da tutti il mondo e che, come ha spiegato lo stesso Murgia “li ha fatti sentire più italiani”. “Noi ci sentiamo stranieri in questa terra – ha raccontato Pier Garcìa, residente in Ecuador – perchè l’Italia è molto diversa da quella che ci viene raccontata dalle generazioni di immigrati precedenti alla nostra”. (SEGUE)