Roma, 7 nov – Un problema, quello della distanza culturale, avvertito anche da alcuni dei giovani nati in Italia ed emigrati dopo gli studi, come Francesco Russolino, che vive e lavora negli Stati Uniti e che avverte del pericolo “di perdere il senso della Patria”. Non solo le nuove generazioni però, ma anche le antiche radici e le tradizioni culturali dei primi migranti sono state ritenute fondamentali dai giovani intervenuti oggi. Secondo Nadia Laielli, residente in Svizzera è necessario per le nuove generazioni, recuperare “l’esperienza migratoria delle prime generazioni, i sacrifici e le sofferenze che ci hanno permesso di essere oggi rispettati nel nostro paese”.Una Conferenza, quella dei giovani italiani nel mondo, che sono dunque in molti a chiedere a gran voce supportati anche dall’onorevole Mirko Tremaglia che ai giovani presenti oggi ha detto. “State facendo una grandissima battaglia”.
(Clr/Sis)