(14 agosto 2015) L’uomo potrebbe aver alterato il clima ben prima della Rivoluzione Industriale, già con gli incendi innescati tremila anni fa nelle foreste europee per fare spazio a insediamenti e campi per coltivazione e allevamento. A ipotizzarlo è uno studio dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e dell’Istituto per la dinamica dei processi ambientali del Consiglio nazionale delle ricerche (Idpa-Cnr) sui ghiacci della Groenlandia. Questi veri e propri archivi ambientali della storia climatica della Terra sono stati analizzati nella clean room di Ca’ Foscari nell’ambito di due progetti europei coordinati da Carlo Barbante, direttore dell’Idpa-Cnr e professore di Chimica analitica dell’ateneo. I risultati sono pubblicati sulla rivista Geophysical Research Letters. “Abbiamo riscontrato un picco nel flusso di prodotti di combustione di vegetazione tra 3500 e 2500 anni fa senza eguali negli ultimi 110.000 anni”, afferma Piero Zennaro, ricercatore di Idpa-Cnr e Ca’ Foscari e coautore dello studio, “difficilmente spiegabile dai soli fattori climatici naturali. Solo un forte contributo umano sembra poter spiegare l’andamento ‘anomalo’ di combustione di biomassa registrato nei ghiacci della Groenlandia”. Un’ipotesi confermata anche dai modelli climatici. “Si osserva una forte attività incendiaria in simulazioni che tengono conto della variabile antropica, quale densità di popolazione e terra coltivata procapite – precisa Zennaro – che invece non risulta importante considerando le sole variabili naturali. Numerosissime ricostruzioni indipendenti di incendi, possibili grazie a dati sul carbone e pollini raccolti in Europa, mostrano un picco coincidente con quello trovato nella carota di ghiaccio in Groenlandia”. Lo studio si inserisce nell’ambito dei progetti di ricerca europei “Early Human Impact” e “Past 4 Future”, il primo dei quali è finanziato dall’European Research Council. (Red)