Roma, 8 nov – Per ora la maggioranza tiene sulla Finanziaria. All’interno dell’Unione sembra essere stata trovata l’intesa per approvare il decreto legge sulle espulsioni di cittadini stranieri colpevoli di reato in territorio nazionale. Nonostante le tante minacce di crisi, nonostante i “salti mortali” al Senato, il centrosinistra sembra ricompattarsi. Gli ostacoli certo rimangono e le insidie, per il governo Prodi, sono sempre dietro l’angolo, ma Walter Veltroni comincia a pensare al dopo-Finanziaria. Il segretario del Pd lo ha detto ieri a chiare lettere: “Se passa la manovra e fallisce la ‘spallata’ del centrodestra, allora comincia tutto un altro film. Deve ripartire il dialogo tra i poli sulle riforme”. Parole decise, quelle di Veltroni. D’altronde, il passaggio indenne dello “spauracchio” Finanziaria sarebbe per la maggioranza una potente iniezione di fiducia, mentre per l’opposizione rappresenterebbe un serio motivo di malumori e squilibri interni. Pochi giorni fa il leghista Roberto Calderoli era stato chiaro: “Se Prodi non cade a novembre, come sostiene Berlusconi, il centrodestra, come esiste oggi, non ci sarà più”. Veltroni, cui Prodi ha concesso campo libero in materia di dialogo alla ricerca di un’intesa sulle riforme, conscio di tutto ciò, ha cominciato a spingere per capire quanto sia già fertile il territorio nel centrodestra constatando che l’opposizione teme una forte ricompattazione della maggioranza. Dietro le accuse di essere “condizionato da Rifondazione comunista” mosse al Pd a proposito del decreto sulle espulsioni (che la Cdl non voterà), si nasconde una presa di coscienza che l’Unione è ancora viva e una maggioranza, pur risicata, c’è. (SEGUE)