Roma, 8 nov – “Le proposte di Confindustria sono oggi più popolari tra i lavoratori delle nostre aziende che tra i sindacati: noi vogliamo valorizzare il lavoro, quello in fabbrica, quello che produce, quello aperto alla concorrenza, e sappiamo di dover rimettere al centro chi produce, chi paga le tasse, chi si fa protagonista dei successi. Noi vogliamo relazioni sindacali che favoriscano competitività, innovazione, elasticità produttiva e flessibilità del mercato del lavoro: oggi anche Cgil, Cisl e Uil riconoscono la necessità di aggiornare gli accordi del ’93. Il confronto di merito deve partire subito e sarebbe inspiegabile ogni ulteriore rinvio”. Lo ha detto il presidente di Confindustria Luca di Montezemolo nel suo intervento odierno al Consiglio direttivo di Federmeccanica, aggiungendo di ritenere “indispensabile un incontro con i sindacati già nei prossimi giorni. Dobbiamo rendere più moderne le relazioni industriali e questo è responsabilità e prerogativa delle parti sociali. L’intervento del governo – ha osservato – potrà essere utile in una seconda fase, in particolare su aspetti importanti ad esempio in materia fiscale”. “Il ruolo del contratto nazionale – ha poi spiegato Montezemolo – deve continuare ad essere centrale. Nello stesso tempo, però, sappiamo che è sempre più in sede aziendale che si può tenere conto dei risultati e delle specificità del mercato. Innovare le relazioni industriali – ha aggiunto – significa anche distribuire ai dipendenti i frutti delle innovazioni organizzative, tecnologiche e di mercato, che permettono di aumentare la produttività. Questo significa spostare il baricentro della contrattazione in azienda, cioè nel luogo dove si prendono le decisioni rilevanti per far crescere la produttività. Questo significa anche ridisegnare il ruolo del contratto nazionale che sempre più andrebbe valorizzato come ‘rete di protezione’ per quei lavoratori che possono contare solo su quel livello. Per gli altri lavoratori occorre lasciare al livello decentrato il ruolo di regolatore della dinamica retributiva: questa è la logica alla base degli assetti contrattuali definiti con il Protocollo del 23 luglio 1993, confermando altresì che la contrattazione di secondo livello continua ad avere carattere facoltativo esercitandosi ‘secondo le prassi in atto’, con il risultato che nei settori di Confindustria la contrattazione di secondo livello interessa circa il 30% delle imprese che, però, occupano oltre il 70% dei lavoratori. In altri termini, la contrattazione di secondo livello non si fa nelle aziende piccole o piccolissime”. (SEGUE)