Roma, 8 nov – “La mobilitazione con i gazebo prevista il 17 e 18 novembre – ha continuato il leader di Forza Italia – è stata organizzata proprio per dire basta a questo governo e tornare alle elezioni. Come è possibile pensare – ha chiesto – che si faccia una tre giorni di gazebo in tutta Italia per dire basta al governo e che poi si pensi ad un accordo sul governo tecnico?”. La linea, quindi, non cambia: elezioni il prima possibile. Anche se questo non vuol dire, sostiene il leader di Forza Italia, attuare un pressing sul Capo dello Stato: “Nessuno del mio partito, me compreso – osserva – ha mai chiamato il Capo dello Stato e quindi non c’è nessun pressing”. Così come la porta resta chiusa per il leader del Partito Democratico Walter Veltroni, che aveva chiesto ieri l’apertura di un dialogo sulle riforme dopo l’approvazione della finanziaria: “Noi non siamo disponibili” si è limitato a replicare laconicamente l’ex premier che, nell’occasione, ha anche definito il sindaco di Roma “capo di quella che adesso viene chiamata ‘la casta’, ovvero di quelli che fanno politica per le proprie clientele, per occupare potere”. Infine il decreto legge sulla sicurezza: “Stiamo ancora decidendo – ha spiegato Berlusconi – se verranno accettate certe modifiche potremmo anche votarlo. Ma è ancora qualcosa su cui stiamo lavorando”. Certo è, ha continuato il numero uno di Forza Italia, che “governo e maggioranza hanno mandato il messaggio agli extracomunitari che l’Italia è un porto franco per i delinquenti e il crimine”.
(Mca)