Damasco – A causa del conflitto in Siria e complice un’ondata di calore si aggrava la situazione relativa alla disponibilità di acqua potabile per la popolazione locale. E’ quanto denuncia l’Unicef secondo cui solo nella città di Aleppo sono state registrate 18 interruzioni delle forniture di acqua nel 2015. In alcuni comuni i rubinetti sono rimasti asciutti fino a 17 giorni consecutivi. L’Unicef calcola che negli scorsi mesi cinque milioni di persone hanno sofferto le conseguenze delle lunghe interruzioni nelle forniture dell’acqua potabile. L’Italia è intervenuta immediatamente dopo lo scoppio del conflitto in Siria mettendo a disposizione sino ad oggi un contributo complessivo pari a oltre68,2 milioni di euro attraverso interventi a favore della popolazione sfollata all’interno del Paese (31 per cento) e per sostenere gli sforzi dei Paesi di accoglienza dei rifugiati, in particolare Libano (34 per cento) e Giordania (18 per cento), mentre una quota minore è stata destinata ai rifugiati in Iraq (5 per cento) e in Turchia anche attraverso operazioni di trasporto transfrontaliere al valico con la Siria (5 per cento), oltre a interventi di respiro regionale (7 per cento). (9colonne)