Roma, 9 nov – Si schiera contro il provvedimento anche la Lega che in commissione Bilancio aveva assunto un atteggiamento collaborativo. Roberto Castelli, però, è categorico: “Voteremo contro questo articolo perché è assolutamente ipocrita. Il governo che ha costruito l’esecutivo più pletorico e numeroso della storia della Repubblica ritiene che un altro governo, invece, dovrà essere snello. Contestualmente, l’assemblea respinge un nostro emendamento che almeno riduceva il numero dei sottosegretari”. L’atmosfera si fa calda. Se l’Udeur seguisse il suo ministro la maggioranza potrebbe andare sotto. Speranza che per l’opposizione si scioglie come neve al sole quando il capogruppo dell’Udeur Barbato fa quadrato con la maggioranza. Pur manifestando – dice – “profondo dissenso sui contenuti dell’articolo 8-bis. Non solo per disciplina di maggioranza ma anche per un forte senso di responsabilità verso il Paese, voteremo a favore”. I riflettori sono puntati sul guardasigilli. Il presidente chiama il voto ma il tabellone elettronico non segnala il voto contrario di Mastella che – racconterà in seguito – è stato richiamato a un voto di lealtà da Prodi in persona. Ma la “ribellione” del ministro non si ferma qui: Mastella afferma di non essere convinto neanche della norma sul registro dei simboli di partito (la 18 bis) che definisce “uno sproposito costituzionale”.
(Clb/Caf)