Perugia, 12 nov – La sera del primo novembre Amanda Knox è rientrata a casa alle 20,43, poco prima quindi dell’ora in cui probabilmente è stata uccisa Meredith Kercher. Lo hanno confermato le immagini registrate da una telecamera che si trova nel parcheggio antistante l’appartamento in cui si è consumato l’omicidio della giovane studentessa inglese. Si chiarisce quindi uno dei tanti punti oscuri del giallo di Perugia: la coinquilina americana aveva infatti detto in un primo momento di trovarsi in casa, salvo poi ritrattare questa testimonianza “a caldo”. Ora però ci sono le immagini a fornire un tassello di verità acclarata a un mosaico, quello delle indagini, per molti versi ancora da comporre. Resta infatti tutta da chiarire la posizione di Patrick Lumumba Diya: il lungo interrogatorio del professore universitario svizzero, che avrebbe in un primo momento fornito l’alibi al congolese, non ha infatti del tutto convinto gli inquirenti. Il docente ha confermato di essere stato con alcuni studenti nel locale di Lumumba, e ha garantito di avere visto il gestore del pub insieme ad alcuni studenti. Ma non ha ovviamente tenuto sott’occhio l’uomo per tutta la durata della permanenza nel pub: è quindi tutta da verificare la combinazione degli orari, visto che non si può escludere che Lumumba abbia lasciato il pub per un breve lasso di tempo nella sera dell’omicidio. E poi c’è sempre quel particolare che sembra aggravare la posizione del congolese: il suo cellulare, stando a quanto confermato dagli agenti della scientifica, era nelle vicinanze dell’appartamento alle 20,38. (SEGUE)