Perugia, 12 nov – Ai riscontri della polizia scientifica si affida invece il terzo indagato per il delitto di Meredith, Raffaele Sollecito: oggi a Roma sono infatti cominciati gli esami biologici dei reperti recuperati nella casa dove è stata assassinata la giovane inglese e dove Raffaele sostiene di non aver messo piede nella notte dell’omicidio. Gli esami dovranno chiarire se l’impronta di scarpa rinvenuta vicino al corpo della vittima possa essere compatibile con la suola delle sue scarpe già sequestrate al giovane. Dopo una prima comparazione su base fotografica gli esperti avevano detto che la suola combaciava perfettamente, ma per confermare questa tesi con assoluta certezza bisognerà verificare l’eventuale presenza di tracce ematiche. E poi c’è tutta la questione del coltello di Raffaele: anche in questo caso bisogna ancora verificare se il colpo inferto al collo di Meredith sia compatibile con la lama del ragazzo pugliese. Il mistero, evidentemente, è ancora tutto da chiarire, e l’attenzione dei media destinata a restare su Perugia: è probabilmente per questo che stamattina il sindaco del capoluogo umbro Renato Locchi, in una conferenza stampa, ha criticato con forza alcune “rappresentazioni del tutto al di fuori della realtà” che organi di stampa hanno fatto di una “città che ha una storia lunga, una cultura e una civiltà diffuse”. “Chi viene a Perugia si trova bene – ha aggiunto il primo cittadino – la stessa Meredith lo scriveva ai suoi genitori. I problemi di sicurezza urbana della città sono simili in tutto e per tutto a quelli di altre città italiane ed europee. Sono problemi che c’erano prima dell’omicidio e che purtroppo continuano a esistere: ogni loro collegamento con il gravissimo omicidio è del tutto arbitrario”.
(Mca)