Roma, 5 ott – “La Libia negli ultimi 4-5 mesi ha fatto molti passi avanti, bisogna ricordarsi che all’inizio le diverse parti non entravano nemmeno nella stessa stanza”. Lo afferma il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni in una intervista alla Stampa: “Venerdì scorso ho incontrato le parti libiche con Ban Ki-moon, John Kerry e i diversi Paesi della regione all’Onu, ora il punto di discussione è sui cinque nomi del Consiglio del governo. Occorre fare in fretta perché il 20 ottobre scade il parlamento di Tobruk. L’ultimo miglio di una trattativa è sempre il più complicato. Stiamo lavorando ostinatamente, è in agenda lunedì (oggi, ndr) una nuova riunione di Leon con le controparti in Marocco”. Inoltre sottolinea che “Leon aveva un mandato, scaduto a settembre, e a fine luglio è stato deciso il suo successore: come da tradizione Onu non si scelgono quali inviati nel Paese cittadini di ex potenze coloniali in quello stesso Paese. Se il ruolo di un Paese si misura dal passaporto dell’inviato Onu abbiamo in mano le chiavi della principale crisi odierna, visto che l’inviato in Siria è italiano. Dobbiamo anche abituarci al fatto che non c’è una singola superpotenza o due superpotenze che con un paio di telefonate sistemano le crisi. Le crisi si risolvono coinvolgendo gli attori fondamentali e trovando soluzioni anzitutto diplomatiche”.
(red)