Nagoya, 16 nov – “Questa è la mia nazionale, quella che affrontò il Mondiale nel 2006 cogliendo un bellissimo quarto posto sottovalutato dalla critica l’avevo avuta in mano per pochi giorni – ha spiegato ancora il tecnico –. Io penso di aver trasmesso a questo gruppo quello di cui aveva bisogno. Probabilmente in questo momento non ci rendiamo conto di quello che abbiamo fatto, qui in questa manifestazione non c’è mai tempo per riflettere, una gara insegue l’altra. Ci godremo la nostra impresa quando torneremo in Italia”. “Questa doveva essere una stagione in cui gettare le basi per l’anno olimpico ed invece si è trasformata in una marcia trionfale durante la quale abbiamo vinto gli Europei e la Coppa del Mondo – ha spiegato ancora Barbolini –. La condizione principale per vincere è avere un gruppo di giocatrici forti, i meriti dell’allenatore si vedono per quello che fanno in campo, ma prima di tutto c’è la qualità delle atlete. Dovremo essere bravi a ripartire da qui, sapendo che abbiamo ancora molte cose da migliorare”. E difficile sarà da migliorare il primato di soli due set perduti nell’arco di undici gare, nuovo record per la Coppa del mondo. Dal 1995, da quando la World Cup si gioca con la formula del round robin tra dodici squadre, nessuna nazionale era arrivata a tanto: il record era detenuto in condominio dalla nazionale cubana femminile e dagli azzurri di Velasco, con tre set persi, quando si imposero nel 1995. Nazionale di Velasco eguagliata anche nel percorso netto: nel 1995, però, la squadra di Velasco era all’apice del suo splendore, questa squadra invece dà la sensazione di essere ancora all’inizio della sua storia, pur avendo già in tasca anche un oro continentale. Con questo trionfo, la pallavolo italiana, tra uomini e donne, colleziona ben 21 vittorie in grandi manifestazioni internazionali: quattro mondiali (3 uomini e uno donne) sette europei (6 uomini e uno donne) due World Cup (una uomini e una donne) e otto World League (8 uomini).
(Gco)