Roma, 16 nov – Nuovo colpo di scena nella già controversa vicenda del consiglio di amministrazione della Rai: il Tar del Lazio ha infatti accolto il ricorso del consigliere Angelo Maria Petroni contro la richiesta del ministro dell’Economia di convocare l’assemblea per la sua sostituzione. Le motivazioni della sentenza del Tar del Lazio non sono ancora state rese note, ma già dal primo momento è apparso evidente che, dovendo considerare illegittima la revoca di Petroni, si apre uno scenario del tutto inedito nei piani alti di viale Mazzini dove, nel frattempo, sta già operando il sostituto Fabiano Fabiani, nominato consigliere su proposta di Tommaso Padoa-Schioppa. E inoltre bisognerà verificare quanto possono essere considerati validi dal punto amministrativo gli atti che il Cda ha nel frattempo approvato, primo su tutti il piano industriale 2008-2010. Immediate le reazioni del mondo della politica e dei più alti vertici della stessa Rai: il presidente della Commissione di vigilanza Mario Landolfi ha chiesto con fermezza le dimissioni del ministro dell’Economia, visto che “la sentenza del Tar ha confermato un dato incontrovertibile, ovvero che la rimozione del professor Petroni non rispondeva a esigenze aziendali bensì a una pressante richiesta politica di spoil system. E il ministro Tommaso Padoa Schioppa che l’ha assecondata dovrebbe dimettersi”. “Si tratta di un fatto rilevante per la vita della Rai – ha detto il presidente del da Claudio Petruccioli – e ora dobbiamo vedere cosa succederà. Questo è un fatto che coinvolge altri protagonisti, a cominciare da chi ha preso le decisioni fino anche ad altri soggetti”. Esultano per la sentenza gli esponenti della Cdl, che chiedono a gran voce le dimissioni del ministro dell’Economia: “Padoa Schioppa – ha osservato il vicecoordinatore di Forza Italia Fabrizio Cicchitto – non solo fa finanziarie col buco ma emette anche provvedimenti abusivi e arroganti. Dovrebbe dimettersi”. (SEGUE)