Roma, 16 nov – Abruzzo (+0,79%) e Campania (+0,76%, come la piccola Valle d’Aosta) sono le regioni che mettono a segno la crescita più consistente in termini relativi, seguite dal Lazio (+0,71%). In valore assoluto, l’aumento maggiore si è registrato in Piemonte (+890 imprese), Veneto (+752) e Lazio (+708). Con la sola esclusione del Friuli Venezia Giulia (71 imprese in meno nel trimestre), tutte le altre regioni chiudono con un bilancio positivo. La capitale degli artigiani resta saldamente Reggio Emilia, dove quasi il 40% delle imprese è artigiano (38,5%). A livello provinciale, il bilancio più positivo in termini assoluti si è registrato Torino (+927 imprese), seguita da Roma (+487), Padova (+349) e Napoli (+347). A Bari (-186 imprese), Venezia (-168) e Modena (-82) i valori peggiori. In termini relativi, la provincia più dinamica nel trimestre è stata Caltanissetta (1,96% la crescita). Gli arretramenti più sensibili a Venezia (-0,76%), Gorizia (-0,74%) e Ragusa (-0,66%). Guardando alle grandi ripartizioni territoriali, l’artigianato compie progressi al Centro e al Sud (+0,51% in entrambe le aree), mentre segna il passo nelle circoscrizioni settentrionali dove è maggiormente diffuso, più decisamente al Nord-Est (solo +0,27%) che al Nord-Ovest (+0,35%). (SEGUE)