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Martina Bernardini racconta la Fabbrica degli Scandali

it@withub.it by it@withub.it
30 Ottobre 2015
in Archivio speciali - Libri, Pubblicazione
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ll malaffare, a Roma, non nasce certo con Mafia Capitale. Corruzione, collusione, appalti truccati, sprechi enormi di denaro e racket non sono fenomeni recenti. Dal dopoguerra in poi, infatti, si sono avvicendati governi e partiti, amministrazioni nazionali e locali, sigle e nomi, ma non sembra essere mai cambiato il modo in cui politica e criminalità si sono intrecciati: dal caso Montesi, che fece tremare la Democrazia Cristiana, fino a quelli più recenti, clientelismo e malaffare paiono ormai essere diventati una costante della storia capitolina. E se nell’Urbe tanti criminali hanno trovato terreno fertile per le loro attività, come i personaggi della Banda della Magliana, anche nel campo dell’edilizia – degli appalti pubblici e delle grandi opere – non sono mancati esempi macroscopici di speculazione: mentre Roma cresceva a dismisura, è mancato un vero governo del territorio, e quello che oggi resta dell’enorme espansione della capitale molto spesso è solo abusivismo condonato. Per non parlare poi degli ultimi scandali, amplificati dai media e dalle condivisioni social: un “museo degli orrori” che sembra arricchirsi giorno dopo giorno, come se la Città Eterna si fosse trasformata nella città più degradata del mondo… Di questo e di tanto altro si legge in “Roma. La fabbrica degli scandali” di Martina Bernardini (Newton Compton Editori, 12 euro).

ROBERTA CARLINI E “COME SIAMO CAMBIATI” NELLA CRISI

La crisi economica che abbiamo attraversato è stata la più lunga e la più dura della storia d’Italia. E non è finita del tutto e per tutti. Le cicatrici che ci lascia segnano ogni abitudine, ogni momento della nostra vita sociale: facciamo meno figli, ci curiamo di meno e peggio, consumiamo meno ma a volte meglio, stiamo abbandonando l’università, conviviamo con l’incertezza. Mutamenti profondi, non reversibili al primo rialzo del Pil. Tutto questo in “Come siamo cambiati. Gli italiani e la crisi” di Roberta Carlini, pubblicato dalla casa editrice Il Mulino. Roberta Carlini è giornalista e scrittrice. Si occupa di economia, lavoro, politica, società, questioni di genere. Scrive per “Internazionale” e per il gruppo “L’Espresso”. È stata condirettrice di “Pagina99” e vicedirettrice del quotidiano “il manifesto”, cofondatrice di www.ingenere.it e www.sbilanciamoci.info. Ha, tra l’altro, curato gli “Scritti quotidiani di Federico Caffè” (manifestolibri 2007) e “Dopo la crisi. Proposte per un’economia sostenibile” (Edizioni dell’Asino 2010) ed è autrice di “Le mani sulla casa. Fatti e fumetti sulla bolla immobiliare” (con P. Carra, Ediesse 2007). (PO / Red)

 “DUE BIGLIETTI PER LA FELICITÀ” DI CAROLINE VERMALLE

Roma, 30 ott – In una fredda domenica invernale, mentre una tempesta di neve avvolge Villerude-sur-Mer, una piccola stazione balneare sulla costa atlantica della Francia, un uomo e una donna varcano la soglia del cinema Le Paradis. Così inizia “Due biglietti per la felicità” di Caroline Vermalle, edito in Italia da Feltrinelli (traduzione di Monica Pesetti). La domenica è giorno di cineforum e il vecchio proiettore scricchiolante mostra sullo schermo le immagini in bianco e nero di Jean Gabin. Ma Antoine è distratto. Qualcuno in sala ha catturato la sua attenzione: una donna minuta, dal profilo delicato e i lunghi capelli rossi, una figura che sembra riemergere direttamente dalla sua infanzia. Capace di far funzionare qualsiasi congegno tranne la propria vita, Antoine è un abile meccanico tuttofare, un timido che sogna di diventare un eroe. La donna, invece, è Rose, violoncellista di talento in fuga dalla notorietà. Mentre il cinema Le Paradis rischia la demolizione e il paese spera in un piccolo miracolo, Antoine e Rose saranno i protagonisti di una grande avventura, un’impresa epica che vede coinvolti un Jack Russell di nome Nobody, Bach, due bambini su una spiaggia bianca, una vecchia cassaforte e delle luci difettose che lampeggiano ogni volta che qualcuno si avvicina a ciò che più desidera. Caroline Vermalle (Piccardia, 1973) è figlia di un pilota di caccia e di una bibliofila. Appassionata di viaggi, cinema e avventura, ha studiato scienze cinematografiche e ha prodotto documentari per la Bbc a Londra. Nel 2007 è tornata in Francia e, dopo aver girato il mondo per quasi un anno insieme alla famiglia, si è stabilita a Vendée, di fronte all’oceano Atlantico, per dedicarsi interamente alla scrittura. I suoi romanzi sono stati tradotti con successo in Germania e in Spagna. Feltrinelli ha pubblicato “La felicità delle piccole cose” (2014). (PO / Red)

ALTAN ILLUSTRA CARLO CIPOLLA E LE LEGGI DELLA STUPIDITA’

 “La persona stupida è il tipo di persona più pericoloso che esista”. Quinta Legge Fondamentale. Era destino che due maestri di ironia e intelligenza come Carlo Cipolla e Francesco Tullio-Altan dovessero incontrarsi in “Le leggi fondamentali della stupidità umana”, nella versione illustrata da Altan (Il Mulino). Da una parte, il testo più celebre di Cipolla, con le ormai proverbiali leggi che definiscono la stupidità e mettono in guardia contro l’onnipresenza e la micidiale pericolosità degli stupidi; dall’altra il contrappunto dei disegni e delle battute di Altan, l’autore del più feroce ed esilarante stupidario del nostro tempo. Un libro di pronto intervento per sopravvivere all’assedio degli stupidi. Storico economico, Carlo M. Cipolla (1922-2000) ha insegnato alla University of California, Berkeley, e alla Scuola Normale di Pisa. Tutti i suoi libri sono stati pubblicati dal Mulino e tradotti in numerose lingue. Francesco Tullio-Altan è nato a Treviso nel 1942. Ha pubblicato numerosi libri per bambini e per adulti e ha realizzato decine di episodi animati per la Tv. è diventato noto a tutti con le fulminanti vignette per l’Espresso e la Repubblica. (Red)

 TORNA LA ALLENDE CON L’AMANTE GIAPPONESE

Torna per Feltrinelli ( Isabelle Allende con “L’amante giapponese”, l’epica storia d’amore tra la giovane Alma Belasco e il giardiniere giapponese Ichimei: una vicenda che trascende il tempo e che spazia dalla Polonia della Seconda guerra mondiale alla San Francisco dei nostri giorni. “Ci sono passioni che divampano come incendi fino a quando il destino non le soffoca con una zampata, ma anche in questi casi rimangono braci calde pronte ad ardere nuovamente non appena ritrovano l’ossigeno.”

 

 

 

 

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