Roma, 22 nov – Figure che hanno lasciato una traccia indelebile nell’estetica letteraria, nella storia della poesia. Noti nel mondo, poco frequentati nella terra natìa, dove restano un po’ nascosti tra gli anfratti del territorio, come defilati tra gli andamenti irregolari delle colline e i luoghi storici a loro legati, intitolati, a volte integri, a volte diroccati. Eppure c’è l’evidenza di un genius loci tipicamente reggiano, più ampiamente emiliano, riverberatosi da allora fino a noi nell’opera artistica di tanti moderni cantori del fantastico, dell’immaginifico e dello scavo psicologico profondo al confine con la follia, come Antonio Delfini, Cesare Zavattini, Gianni Celati o Ermanno Cavazzoni.
Da questa convinzione è nato un progetto forte, voluto dalla Provincia di Reggio Emilia, con la Biennale del Paesaggio, in collaborazione con i Comuni di Reggio Emilia, Scandiano, Canossa ed Albinea: il PAB, “Parco culturale dell’Ariosto e del Boiardo”. Un Parco ideale e al contempo assai concreto per interconnettere i luoghi della provincia reggiana che vantano legami con la vita e l’opera dei due autori dell’Orlando innamorato e dell’Orlando furioso, riunendoli virtualmente in un unico ampio spazio mentale. Così che quel genius loci di cui ancora la fisicità dei luoghi è impregnata possa rianimarsi e trovare vigore. Un Parco nel quale avverranno cose, si incroceranno idee e narrazioni, si rivivranno vicende per sovrapporre al territorio, come si presenta ai nostri occhi, un contesto emozionale analogo a quello in cui si trovarono i due poeti quando scrissero le loro opere.
(Cat/Sis)