Roma, 23 nov – “La coltre di silenzio e di abbandono che da circa un secolo era calata sulla vicenda di Monongah è stata sollevata nel 2003 proprio da Gente d’Italia, che alla tragedia mineraria ha dedicato molte pagine e, soprattutto, ha avviato la ricerca sui fatti e sulle persone in esse coinvolte una ricerca preziosa per la memoria dell’evento e per un primo coinvolgimento delle istituzioni italiane. Per questo, dando atto a Domenico Porpiglia del suo intuito giornalistico e della passione civile che mette nel suo lavoro, lo ringrazio pubblicamente per quanto ha fatto e farà per i minatori di Monongah e per tutti noi”. Così il viceministro agli Affari Esteri Franco Danieli a pochi giorni dalla cerimonia alla Farnesina, in programma lunedì 26, per il centenario della tragedia mineraria di Monongah, nello stato americano del West Virginia. L’assegnazione del ‘premio Monongah’ avverrà alla Farnesina alla presenza anche del direttore della DGIT Ambasciatore Adriano Benedetti e dai membri della giuria del Premio, composta da Paolo Peluffo, Direttore del Dipartimento stampa e comunicazione della Presidenza del Consiglio italiano Giampiero Gramaglia, Direttore dell’Ansa; Andrea Pucci, Direttore dell’Adnkronos; Mauro Mazza, direttore del TG2; Alfonso Roberto Rosseti, direttore Uno Mattina e vice direttore del TG1; Maurizio Bertucci, vice direttore Rai International; Alfonso Ruffo, direttore Il Denaro; Mariano Benni, direttore Misna; Bruno Tucci, Presidente ordine dei giornalisti Lazio; Antonio Ghirelli, editorialista, scrittore; Ennio Caretto, editorialista, scrittore; Federico Guiglia, editorialista, scrittore; Giorgio Torchia, editorialista, scrittore; Claudio Angelini, direttore dell’Istituto italiano di cultura New York; Stefania Nardini scrittrice; Nino Petrone, editorialista, scrittore; Angelo Scelso, editorialista, sottosegretario del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali del Vaticano; Settembrino Nebbioso, magistrato; Astolfo Di Amato, titolare della cattedra di Diritto ed economia dei mezzi di comunicazione all’Università degli studi di Napoli “Federico II”.
(Sis)