Roma, 4 dic – Era il 6 dicembre 1907 quando nel West Virginia, nel cuore minerario degli Stati Uniti, alle 10 e 30 del mattino, una violenta esplosione fece crollare le principali vene della miniera più importante della contea. Un misto di polvere di carbone e gas trasformano in pochi secondi i due tunnel in una camera ardente. Nella deflagazione persero la vita 361 minatori, 171 dei quali italiani. Fu un vero e proprio terremoto che scosse la terra, divorando centinaia di vite umane, molte delle quali giacciono ancora senza un nome nelle viscere del paese. In occasione del centenario della tragedia, il Ministero degli Esteri ha messo in programma una lunga serie di eventi commemorativi, che culmineranno con la cerimonia del 6 dicembre a Monongah di fronte alla campana commemorativa donata dalla Regione Molise, con benedizione della medesima da parte del Vescovo e lettura da parte di ragazzi di scuole locali dei nomi delle vittime dell’esplosione, cadenzata con rintocchi della campana, il trasferimento nella Chiesa cattolica di Monongah, Santo Spirito, la celebrazione della Santa Messa da parte del Vescovo, e nei giorni successivi con una serie di convegni e conferenze negli Usa.