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“C’era una volta signore e signori buonasera”

it@withub.it by it@withub.it
29 Gennaio 2016
in Archivio speciali - Teatro
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PINO INSEGNO, “C’ERA UNA VOLTA SIGNORE E SIGNORI BUONASERA”

Dal 4 al 14 febbraio,  saranno in scena al Teatro della Cometa (via del Teatro Marcello, 4 – Roma)  Pino Insegno e i Baraonna con lo spettacolo dal titolo “C’era Una Volta Signore E Signori Buonasera”. In scena con Pino Insegno troveremo  Valentina Varone, Vito Caporale, Delio Caporale, Daphne Nisi, Eleonora Tosto. La regia è di Alessandro Prete  mentre le musiche originali di Stefano Mainetti. Atto unico, durata 90 minuti. In una città qualsiasi, in un appartamento qualsiasi, in una notte qualsiasi, oggi: un uomo davanti al suo piccolo televisore, sta navigando annoiato attraverso i vari programmi, all’improvviso come per magia viene catapultato all’interno dello stesso. Inizia così un viaggio attraverso il mondo catodico degli anni 60-70 e 80, i suoi miti, le canzoni, gli sceneggiati, il cinema. Pino Insegno e i Baraonna prenderanno per mano  il pubblico e lo condurranno, con musica, parole ed effetti speciali, attraverso le emozioni di un passato straordinario. Nel decennio ’60-’70 la tv diventa per tutti e gli abbonati passano da 2 a 13 milioni. Il pubblico non va più nei bar a vedere la televisione e l’apparecchio troneggia al centro della vita familiare. Produttività e ricchezza crescono rapidamente e il Paese si trasforma. La modernità irrompe nella società. È in questi anni, con la nascita e il rapidissimo sviluppo della televisione, che si  modificano profondamente le abitudini e gli stili di vita degli italiani; al punto da non poter distinguere più se di questo progresso la televisione sia stata un effetto o una causa. Un fenomeno sociale di portata storica. Orari spettacolo : dal martedì al venerdì alle 21, giovedì 11 febbraio doppia replica alle 17 e alle 21. Sabato doppia replica alle 17 e alle 21. Domenica alle 17. (red)

ROMA: SALA UNO,  CINQUE SPETTACOLI D’AUTORE

Reza Keradman è il co-direttore e neodirettore artistico della Sala Uno e ha ripreso, in questo delizioso teatro romano ubicato sotto la cripta della Scala Santa (San Giovanni in Laterano), l’idea di una produzione autonoma concentrata su allestimenti semplici, scelte interpretative di acuto livello artistico e testi pregnanti che, ognuno a proprio modo, riesce ad ispirare contesti e atteggiamenti sociali. Da antichi testi persiani a drammaturgie intimiste, passando anche per la canzone d’autore perlustrata nella sua parola poetica più espressiva, il regista di origini iraniane ha optato, per questa prima fascia di stagione 2016, per una linea artistica impegnata legando i quattro spettacoli che andranno in scena da febbraio ad aprile, da un fil rouge di assoluta qualità.  Si inizia il 2 febbraio (e fino al 7) con La conferenza degli uccelli – le sette valli dell’amore, un’opera del poeta e romanziere mistico iraniano Attar portata al successo mondiale dal regista Peter Brook e qui interpretata dallo stesso Keradman insieme ad Astra Lanz, con musiche dal vivo di Reza Mohsenipour. Si tratta di un cammino spirituale, mistico, individuale basato sulla ricerca della verità, lontano dalle retoriche religiose e da racconti fantastici o più semplicemente popolari, che vede protagonisti uno stormo di uccelli che partono per individuare il proprio re e, prima di unirsi a lui, devono affrontare una serie di estenuanti prove psico-fisiche sottoposte da madre Natura. Si prosegue, dal 23 al 25 febbraio, con Daniel Terranegra, protagonista di Un chiodo nel mio stivale,  monologo ispirato a V.V. Majakovskij. Si tratta di uno studio sulle possibilità di riproporre concetti poetici e politici universali che viaggiano su di un filo rosso, la rivoluzione. Attraversando la vita del poeta, le sue avventure, le sue passioni e la sua fede per arrivare ad un mondo nuovo, o almeno per crederci, e sbarazzandosi del pensiero comune per spalancare le porte alla Poesia, il monologo ripercorre il  sogno di un ragazzo russo che non aveva presagito il suo avvenire e che, suo malgrado e con maggiore forza rispetto a qualsiasi altro coetaneo, è entrato a far parte della schiera delle leggende giovani mondiali, senza menzogne né sotterfugi. Ibsen e la sua Hedda Gabler, il celebre dramma intimista scritto nel 1890 che ritrae una donna – interpretata da Astra Lanz – ossessionata dal successo e profondamente insoddisfatta, scombinando l’ideale femminile teatrale a cui il pubblico era abituato, sono gli ingredienti per una rivisitazione a tutto tondo del celebre testo norvegese che sarà in scena dal 7 al 13 marzo: una lettura sui generis giocata su una costante brama e ricerca di una celebrità assoluta, anche solo virtuale.  Dall’ 8 al 10 aprile è invece la volta di un concerto-spettacolo improntato sulla poesia nelle canzoni di Fabrizio De Andrè, Il poeta degli ultimi, nel quale inserti di prosa si alternano a suoi pezzi originali, interpretati in una maniera molto consona allo spirito del grande cantautore, dalla Compagnia dei Musici con Mario Alberti, Patrizia Servida, Franco Menichelli, Martina Nasini e Debora Cetroni. Nella performance,che vede la partecipazione di Astra Lanz, si vuole mettere in rilievo lo spessore poetico del Maestro genovese, nel quale la sua parola, estrapolata dalla sua musica e  caratterizzata da una profonda forza e originalità,  è in grado di mettere in luce tutte le contraddizioni, le ironie e le angosce che percorrono il nostro secolo. Infine, dal 12 al 17 aprile,  torna sullo stesso palcoscenico che l’ha ospitato per la sua prima edizione italiana Plouf, una commedia sentimentale scritta e diretta da Mitridate Minovi ed interpretata da Leonardo Maddalena, Beatrice Fedi e  Daniel Terranegra: uno scenario allarmante ed allarmista sul senso del decadimento dei sentimenti e della loro idealizzazione che ci conduce nei meandri dell’egotismo più spietato in relazione all’amore e alle sue non corrispondenze. Un tema tremendamente contemporaneo e quotidiano, ma qui trattato con un’arguzia e un’ironia particolarissima.  La Sala Uno ha iniziato la propria attività nel 1997. Situato nella navata centrale della cripta della Scala Santa in un suggestivo spazio con pareti in mattoni a vista ed ampi archi, che richiamano – benché moderne – strutture romane antiche, il teatro si è imposto nella scena romana attraverso una programmazione finalizzata alla promozione e all’ospitalità di spettacoli di teatro, danza e musica. La particolarità dello spazio, unita alla felice ubicazione al centro di Roma ne fanno uno dei luoghi più ambiti per la ricerca teatrale, musicale e di danza della città. Il direttore artistico, Reza Keradman –  regista teatrale e attore – ha partecipato ad oltre 120 spettacoli in Iran, Francia e Italia, spesso in ruoli da protagonista. Dal 1980 al 1987 vive a Parigi dove partecipa a vari spettacoli e letture; dal 1981 lavora in Italia ed ha recitato in oltre 40 spettacoli. (red)

ALESSIA FABIANI E NICOLA CANONICO IN “3 PAPA’ PER UN BEBE’”

Giovedì 4 febbraio alle  21 al teatro degli Audaci di Roma, debutterà in prima nazionale “3  Papa’ Per Un Bebe’” un esilarante spettacolo scritto da Antonio Grosso per la regia di Roberto D’Alessandro e prodotto dalla Good Mood di Nicola Canonico.  In scena troveremo  Mario Zamma, Nicola Canonico, Alessia Fabiani, Giuseppe Cantore, Leonardo Barbarisi. “3 papà per un bebe’” è la storia di tre amici quarantenni che vivono nello stesso appartamento, ognuno concentrato nel proprio lavoro e nella propria vita da single: un donnaiolo impenitente, un omosessuale eccentrico e un laureato in ginecologia con problemi con l’altro sesso, all’improvviso piomba in questo tranquillo menage domestico, un neonato di pochi mesi ed a complicare la situazione giunge anche  in maniera inaspettata una misteriosa ed avvenente ragazza. All’ improvviso arrivo del neonato, i tre uomini cominciano, giorno dopo giorno, a mettere in gioco le loro proprie priorità e i propri sentimenti. Il piccolo porterà nelle loro esistenze una rivoluzione tale che li guiderà a capire il vero senso della vita e li libererà finalmente dal “Peter Pan” che c’è in ogni uomo, per ritrovare la propria maturità fra le braccia del bebè. Tra pappe, ninna nanne e pannolini i tre affronteranno problematiche mai immaginate e l’arrivo della  bella e curiosa ragazza metterà a dura prova la determinazione dei tre neopapà. La commedia affronta, in maniera leggera, la tematica della paternità e dell’amore per i figli, in un susseguirsi di comicità e strane riflessioni, intervallati da momenti teneri e poetici, con un finale inaspettato.   “Mescolando tutti questi elementi ed  inserendo caratteri esilaranti, situazioni comicissime, un fuoco di fila di coupe de theatre prende vita ‘Tre Papà Per un Bebè’” spiega il regista Roberto D’Alessandro. “Il compito della regia su un copione così ben concepito non poteva che cercare di renderlo al meglio, esaltandone appunto le peculiarità, evitando di scadere nel macchiettiamo dei personaggi, rendendo il più possibile credibile la situazione. La vera difficoltà – continua il regista –  della messa in scena è rappresentata dal ‘neonato’, che prende ‘vita’ attraverso la magia del teatro. La commedia pone all’attenzione problemi attualissimi, uno su tutti la famiglia allargata, l’idoneità degli ambienti dove far crescere un bambino, la legislazione in materia che pone aspetti discutibili. La risposta che dà la commedia è quella di sempre, l’amore vince . La leggerezza della commedia accompagnata alla sua tematica mi rende questo lavoro particolarmente interessante, è sull’alternanza tra comicità e dramma che si basa lo studio dei miei ultimi dieci anni, qui si aggiunge la tenerezza di alcuni momenti, il sentimento che rendono palpitante la commedia e che la inseriscono nell’idea di Commedia Italiana sviluppatosi negli ultimi anni nella drammaturgia nostrana. Commedia Italiana che si differenzia da quella che è la “Commedia all’Italiana” ma che da lì nasce e lì ha la sua radice. La vita anche nei suoi momenti più drammatici ha sempre un aspetto che strappa un sorriso. Tre Papà Per Un Bebè ne strappa più di uno, ma commuove e fa riflettere ed è questo il teatro che mi piace fare”. Le scene sono di Biagio Barbarisi & Surro, i costumi sono di Clara Surro, luci e fonica E.p Moretti, grafica Cecilia Pelosi, le foto di scena sono di Raffaello Balzo, le relazioni esterne sono curate da Francesca Zanon e da Chiara De Felice, organizzazione Enza Felice, assistente regia  Viviana Simone.  Lo spettacolo sarà in scena fino a domenica 14 febbraio  alle 18.  Il tetro degli Audaci è  in via Giuseppe De Santis n. 29. (PO /red)

FERILLI AL SISTINA, “SIGNORI…LE PATÈ DE LA MAISON”

 Grande ritorno di Sabrina Ferilli al Teatro Sistina di Roma. Dopo ben 15 anni l’ attrice torna nel Tempio della Commedia Musicale italiana con “Signori…le patè de la maison”, l’ ironica e sorprendente opera francese diretta da Maurizio Micheli, al suo fianco anche sul palco. Dopo il grande successo in tutta Italia, lo spettacolo sarà in scena al Sistina da mercoledì 3 febbraio a domenica 14 febbraio.  “Ritornare sul palco con Signori…. le Patè della Maison, un testo che in Francia ha riscosso grande successo è il meglio che potessi desiderare”, dichiara Sabrina Ferilli. “Insieme ai miei compagni di viaggio, Maurizio Micheli e Pino Quartullo, trascineremo il pubblico in questa commedia brillante, piena di ironia e colpi di scena. Dopo le ultime esperienze sul grande schermo, sono entusiasta di recuperare il rapporto diretto con gli spettatori”. Non c’è niente di meglio di una cena tra le mura domestiche, a base di simpatia e cordialità. Non c’è niente di più rassicurante di una padrona di casa in cucina sin dalle prime ore dell’ alba per allietare gli ospiti con complicati manicaretti. Non c’è niente di più tenero di una coppia di innamorati che approfitta di questa cena per annunciare l’ arrivo del primo bebè. Tutto si complica trasformando la serata in vero pasticcio, fatto di colpi di scena, incomprensioni, disaccordi, stravaganze, bizzarrie, il tutto condito con un’ ampia dose di ironia, sagacia e situazioni comiche: Signori… le patè de la maison. (PO / Gil)

ALL’ELISEO “SCANDALO” CON ROCCA E CASTELLANO

Dal 2 al 14 febbraio il teatro Eliseo di Roma porta in scena Scandalo di Arthur Schnitzler (traduzione di Ippolito Pizzetti) con Stefania Rocca e Franco Castellano. Schnitzler racconta la storia di un amore giovane e profondo, che travolge gli schemi stantii della società: è quello che lega Hugo, rampollo dell’alta borghesia, e Toni, ragazza invece di bassa estrazione. È quello da cui nasce Franz, per quattro anni tenuto nascosto alla famiglia di lui, come la loro felice relazione. Improvvisamente però Hugo ha un incidente e, in fin di vita, chiede alla famiglia di accogliere il figlio e la donna. La famiglia affronta lo scandalo, crede di poterne reggere i contraccolpi: Toni e il bimbo entrano nella ricca casa dei Losatti circondati d’affetto, tanto che la giovane inizia a immaginare una nuova vita. Ma in breve la presenza estranea inizia a suscitare insofferenza: si allontanano gli amici, muta il peso della famiglia in società, e se le donne continuano a proteggere i nuovi arrivati, gli uomini mostrano sempre più chiaramente il loro disappunto per la situazione. A far deflagrare il fragile equilibrio è l’improvvisa morte del piccolo Franz: dopo nulla potrà più arginare la vigliaccheria e la volgarità di quell’ambiente dorato, né la sottile violenza delle convenzioni sociali. E Toni ne sarà drammaticamente soffocata.  Nell’Italia di oggi o nella Vienna di Schnitzler, il sospetto, l’esclusione e il rifiuto per l’altro sono armi taglienti che mietono vittime. Scritta nel 1898, Das Vermächtnis, questa bellissima commedia, inedita in Italia, è un feroce attacco alla società, costruito senza alcuna forzatura grazie alla sapiente costruzione dei dialoghi e delle scene. Uno spettacolo avvincente, che si avvale di un’ottima compagnia d’interpreti, capitanati da Franco Castellano e Stefania Rocca, nomi di primo piano nel cinema e nel teatro contemporanei. Quasi senza accorgersene il pubblico è trascinato dentro questa commedia amara: e si renderà conto solo alla chiusura del sipario di aver assistito al lucido smascheramento dei lati oscuri e perversi di una società. (PO / red)

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