Buenos Aires, 5 dic – La lettera “T” della parola “tessuti” è rappresentata dal margine superiore di una foto che cattura l’intersezione di due telai di finestre, la “I” di “Umbria” è l’asta di una bandiera, la “M” di “Ceramica” sono l’anulare, il medio e l’indice di una mano, un’altra “T” è la foto di un cavatappi, una “A” è allusa da due gambe che camminano e la “P” di sapore è fatta da un gomito piegato, appoggiato su un fianco in un gesto naturale. L’idea che sta alla base di “Phototypes. Umbria/ Argentina. Scritture del territorio”, una mostra fotografica del grafico e fotografo italiano Marco Tortoioli Ricci inaugurata ieri a Buenos Aires, nel quadro delle iniziative della “Settimana Umbria/Argentina 2007”, è proprio questa: comporre le parole-chiave della “Settimana” (come Umbria, Argentina, ceramica, olivo, tessuti e così via) con lettere che, sullo sfondo di una fotografia complessiva che ne assicura il campo e la leggibilità, sono costruite con frammenti di foto, brandelli di particolari di strade e territori, spezzoni e trucioli di materiali iconografici preesistenti, come manifesti pubblicitari, giornali, inserzioni e insegne. Il risultato e il gioco di tutto l’insieme è una serie di quadri, in cui i codici, quello linguistico e quello dell’immagine, sono invertiti, perché l’immagine diventa segno e l’alfabeto immagine. Ma l’inversione si trasforma in una fusione, in una forma nuova che fa regredire la scrittura alfabetica in una sorta di scrittura ideogrammatica: una scrittura per frammenti fotografici, rubati ai territori e al paesaggio urbano argentino. (SEGUE)