Buenos Aires, 7 dic – Nel marco della celebrazione del 25mo anniversario dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti in Argentina, composto da emigrati originari della Provincia di Pordenone (Regione Friuli Venezia Giulia), si è consegnato il “Premio della Fedeltà al Lavoro, del Progresso Economico e del Lavoro Pordenonese nel Mondo”. Il Premio, istituito dalla Provincia di Pordenone e la “Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricultura” di Pordenone, con la presenza dei suoi Presidenti, Elio De Anna e Giovanni Pavan rispettivamente, è stato consegnato in una emotiva cerimonia a trentatre emigrati e discendenti, a cui l’Ente ha voluto riconoscere il formidabile lavoro svolto. “Sono storie di successo e sacrificio che stimolano i legami ed i vincoli che uniscono gli italiani all’estero con la madrepatria”, ha affermato il Presidente dell’Efasce, Luigi Luchini. Ospite d’onore alla cerimonia e anniversario è stato il Senatore Luigi Pallaro, salutato con entusiasmo dal numeroso pubblico presente alla bella cornice del Circolo Friulano di Villa Devoto, conosciuto come “La Nonna”. Il Senatore nel suo messaggio ha rilevato l’importanza della presenza friulana nel paese, fondatori di città come Resistencia e Colonia Caroya, portando con sé le tradizioni, la cultura del lavoro e sacrificio, e sono riusciti a formare i figli e contribuire alla crescita
dell’Argentina. Ricordando paragrafi del libro “Storia degli Italiani in Argentina”, recentemente editato dalla Camera di Commercio Italiana in Argentina e presentato con successo in Italia, ha segnalato il “senso” dell’esistenza degli italiani nel paese, già dal 1700, emigrazione che ha portato valore aggiunto nel lavoro della terra, la formazione di mutuali e associazioni, l’imprenditoria, che ha contribuito allo sviluppo del paese sin dal suo inizio. Sono stati quegli italiani, ed i friulani in particolare, che hanno aperto il camino ed, insieme alle seguenti generazioni, si sono distinte dotando al paese di professionisti, docenti, lavoratori qualificati, e persino Presidenti, giudici e legislatori, ma soprattutto, di persone per bene. A loro, a quegli che oggi non ci sono con noi, come ai premiati di questa cerimonia, vada il nostro applauso e la nostra gratitudine.
(Sis)