Bruxelles, 11 dic – La presidente dell’associazione per la difesa delle lingue ufficiali della Comunità europea ricorda che anche se “tutti sembrano aver dimenticato che in seno all’Unione Europea, dal punto di vista legale e regolamentare, l’italiano dispone di prerogative non solo uguali ma addirittura superiori a quelle dell’inglese”. “Allo stesso titolo dell’inglese –infatti – l’italiano è la lingua ufficiale di uno dei quattro grandi Stati membri ma è anche la lingua delle fondamenta dell’Europa perché l’Italia, contrariamente al Regno Unito, è uno dei sei Stati Membri fondatori della Comunità Europea. L’italiano costituisce inoltre la placenta delle altre lingue e delle altre culture europee ma, a parte Benigni, nessuno sembra più volersene ricordare. C’è anche da dire che l’italiano è una lingua largamente diffusa, in seno ai servizi della Commissione, una lingua che la politica del tutto-inglese sta distruggendo sistematicamente e in priorità sulle altre lingue. Questo atteggiamento sistematico degli anglofoni che non si fermano mai di fronte a nessun ostacolo, neanche a un naturale sentimento di decenza, costituisce la loro forza e fornisce la spiegazione del dilagare dell’inglese. Gli Anglo-Anglo-americani danno per scontato, a priori, che tutti conoscano e comprendano l’inglese anche quando sanno, pertinentemente, loro stessi che non è vero. Questo atteggiamento fa sí che, poco a poco, le loro affermazioni diventino realtà perché tutti gli altri sono talmente sprovveduti che si lasciano sopraffare da tanta arroganza e da tanto cinismo”.
(Sis)