Roma, 13 dic – Un’altra questione delicata riguarda la corretta determinazione del “reddito annuo, al netto dell’imposta” necessario per compilare la domanda di nulla osta al lavoro domestico (modello A). La richiesta di fornire una interpretazione univoca del dato richiesto nel modello, “ai fini del raggiungimento di un reddito sufficiente a coprire le spese per retribuzione, vitto ed alloggio e contributi per i lavoratori da assumere” – come precisato nelle istruzioni per la compilazione formulate dal Ministero dell’Interno – era stata posta nei giorni scorsi allo stesso Ministero, che ha girato la questione ai Ministeri del Lavoro e della solidarietà sociale. In assenza di risposta, il Ministero dell’Interno ha fornito delle indicazioni non condivise dai Patronati aderenti al Ce.Pa. Pertanto, acquisito il parere dei propri esperti in materia fiscale, il Patronato ACLI ha diffuso a tutte le sue sedi le istruzioni per la determinazione dell’importo richiesto rispetto a tutte le dichiarazioni reddituali e dell’eventuale concorrenza di altri redditi. “Non sarà pertanto il reddito imponibile a fornire la base per la determinazione del reddito annuo richiesto dal Ministero – spiega il direttore del Patronato Acli Damiano Bettoni -, ma il reddito complessivo al netto dell’imposta Irpef”.
(Sis)