Roma, 13 dic – “Non esistono priorità di accesso assegnate dal Ministero dell’Interno ai datori di lavoro che effettuano per conto proprio la procedura di invio telematico per il decreto flussi”. Il Patronato Acli smentisce con fermezza le voci di una sorta di “privilegio” accordato a quanti sabato mattina inoltreranno le domande con connessioni singole. L’equivoco era stato generato dalle risposte fornite da un funzionario del Ministero dell’Interno nel corso della trasmissione “Permesso di soggiorno” trasmessa da Radio1 Rai nei giorni scorsi. La questione ha creato un certo allarme tra quanti si sono rivolti ai Patronati. Le Acli hanno quindi chiesto ed ottenuto rassicurazioni dal Ministero degli Interni. “Voglio pensare si sia trattato di un effetto della pressione cui siamo sottoposti un po’ tutti in questi giorni” afferma il vicepresidente delegato del Patronato Acli Michele Consiglio. “La tensione è salita più volte e per diversi motivi – riconosce – ma devo dire che gli operatori del ministero sono riusciti a far fronte a questa prima emergenza, con disponibilità, competenza e professionalità”. In emergenza già da fine novembre sono anche gli operatori dei Patronati, subissati da richieste di assistenza e informazione provenienti soprattutto dalle famiglie per le collaborazioni domestiche e familiari. “L’accordo di collaborazione sottoscritto tra Ministero dell’Interno e Patronati aveva fondamentalmente due obiettivi che è bene ricordare – spiega Consiglio -. Il primo è quello di fornire informazione e assistenza gratuita a quanti ne avessero avuto bisogno, il secondo è quello di combattere la speculazione di gente senza scrupoli che, come accaduto negli scorsi anni, ha invece fornito questi servizi dietro pagamento, spesso neanche congruo, e millantando sicurezze inesistenti circa l’esito della domanda». «Rispetto alla procedura d’inoltro – conclude Michele Consiglio – ritengo che le rassicurazioni avute in merito dal Ministero debbano fugare il timore che esistano “corsie preferenziali”, attivate subdolamente e nascostamente”. (SEGUE)