Da un lato i rischi della globalizzazione per le nostre economie e la nostra sicurezza, dall’ altro le potenzialità che essa può dare sul piano della competitività economica, della ricerca e della tecnologia. A evitare le insidie e a sfruttare le potenzialità spetta al governo, e la strategia è chiara: “La promozione della conoscenza e della cultura a livello internazionale è considerata una priorità della nostra politica estera”. Parola del ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale Paolo Gentiloni, che aprendo alla Farnesina il terzo convegno “European Networks and Agencies for Internationalization”, fa il punto sul lavoro messo in campo per internazionalizzare il sistema universitario. Un impegno che “richiede diversi aspetti – spiega il titolare della Farnesina -, dalle attività tradizionali come le borse studio, agli accordi bilaterali tra università”. Gli fa eco il ministro dell’ Istruzione, Stefania Giannini, affermando che “diventare protagonisti nello scenario internazionale” è una vera e propria “responsabilità” del governo. E se la priorità è “trasformare i talenti in sviluppo”, sottolinea Giannini, “non può esserci però sviluppo senza un capitale umano di qualità e una ricerca di alto livello”. Competitività, quindi, ma attraverso “una società che dia spazio ai giovani, alla formazione e alla mobilità” continua il ministro dell’ Istruzione. Un lavoro in sintonia tra ministeri, in grado anche di “facilitare lo snellimento dei visti di studio” afferma il titolare della Farnesina che ricorda che lo scorso anno ci sono stati “52mila visti di studi nel nostro sistema internazionale”.
LA CINA Riflettori puntati sulla Cina, dove c’è un particolare “impegno nel promuovere il nostro sistema universitario”: qui i “visti sono diventati 7000 – afferma Gentiloni – partendo da poche centinaia alcuni anni fa”. Ma secondo il ministro degli Esteri “molto di più possiamo fare per rendere ancora più attrattivo il sistema universitario” che merita di essere promosso “in modo sempre più efficace”.
IL RICORDO DI REGENI E SOLESIN E se si dice promozione internazionale della cultura, il pensiero non può non andare ai “tanti ragazzi che sono stati protagonisti di storie di successo”, dice Gentiloni, ma anche alle “vittime come Valeria Solesin e Giulio Regeni: storie diverse ma accomunate dal fatto di essere protagoniste di percorsi di internazionalizzazione”.
Il PIANO DI RICERCA DEL GOVERNO Occhi puntati, poi, sul prossimo Piano di ricerca del governo, che verrà presentato il 1 maggio, e che “prevede uno stanziamento a favore del capitale umano di 500 milioni di euro, che si tradurrà in seimila posti in più per i nostri ricercatori, e uno spazio per i giovani che vengono dall’ estero” spiega Giannini. Una strategia lineare che ha bisogno di “un ecosistema e di condizioni di lavoro agevoli e competitive che valorizzino il capitale culturale” continua il responsabile di Via Renula sottolineando che è necessario “mettere insieme la nostra identità storico-culturale con il nuovo obiettivo di essere riconosciuti come Paese avanzato anche sul piano della ricerca e della tecnologia”. (28 apr -PO / Sip)