Roma, 8 gen – Gli scienziati coinvolti nello studio hanno studiato il funzionamento e l´efficienza dell´ecosistema presso 116 siti nei fondali marini di tutto il globo. In particolare la diversità dei nematodi, che rappresentano oltre il 90% delle forme di vita nella zona bentica del mare (il suo livello più basso), è stata considerata come un indicatore affidabile per la diversità di altre specie. I risultati ottenuti suggeriscono che i siti che presentano una maggiore diversità di nematodi mostrano tassi esponenzialmente più elevati di efficienza e processi ecosistemici (es. produzione, consumo e trasferimento di materia organica a livelli più elevati della catena alimentare, decomposizione di materia organica e rigenerazione di nutrienti). In generale, il rapporto tra la diversità e il funzionamento dell´ecosistema sembra essere esponenziale nell´ambiente marino, mentre in quello terrestre si è rivelato essere lineare, mostrando rapporti complementari tra le specie. “Gli ecosistemi dei fondali marini offrono prodotti (tra cui biomasse, molecole bioattive, petrolio, gas e minerali) e servizi (regolamento del clima, generazione e fornitura di nutrienti alla parte superiore dell´oceano, nonché alimenti) e, per un profondo coinvolgimento nei processi globali biogeochimici ed ecologici – si legge nello studio – sono essenziali per il funzionamento sostenibile della nostra biosfera e per il benessere dell´uomo. I nostri risultati suggeriscono che la conservazione della biodiversità nei fondali marini può essere cruciale per la sostenibilità delle funzioni del più grande ecosistema del pianeta”.
(Grm)