Firenze, 11 gen – Dopo aver ricevuto il Gonfalone d’argento della Regione Toscana nel 2007, la 91enne scrittrice di origini toscane Zelia Gattai ha ricevuto nei giorni scorsi, direttamente dalle mani dell’ambasciatore d’Italia in Brasile, Michele Valensise, la Stella della solidarietà italiana, onorificenza conferita con decreto del Presidente della Repubblica per ricompensare quanti abbiano contribuito alla ricostruzione dell’Italia nel primo dopoguerra. Secondo quanto riportato dalla stampa brasiliana, la cerimonia di consegna del premio è avvenuta a Brotas, , nello stato di Bahia, presso l’abitazione della Gattai, vedova dello scrittore brasiliano Jorge Amado. Assistita da amici e familiari, perché in convalescenza da un’embolia polmonare per la quale era stata internata l’anno scorso, la Gattai, figlia di emigranti italiani, non ha nascosto la sorpresa per la premiazione dovuta al suo “rilevante contributo offerto alla cultura italo-brasiliana attraverso i suoi libri, che parlano degli emigranti italiani”. Un riconoscimento che Zelia ha voluto dedicare ai suoi genitori che, pur abitando in Brasile, hanno sempre insistito a parlare con i figli in italiano. Nel corso della cerimonia, l’ambasciatore italiano Valensise ha sottolineato l’importanza della scrittrice per gli italiani:”La sua opera rappresenta una sintesi del rispetto a fedi differenti. La sua arte costituisce un enorme contributo per la comprensione di questi due paesi, Brasile e Italia”. Nata a San Paolo e discendente da una famiglia fiorentina, Zelia ha esordito molto tardi nella letteratura, dopo essere stata la più stretta collaboratrice di Amado, con “Anarchici grazie a Dio” (1979). Da questo libro di memorie, in cui si narra la storia della sua famiglia fiorentina emigrata in Brasile, ne è stata tratta anche una telenovela che ha riscosso grande successo nel Paese sudamericano. Dal maggio 2002, Zelia Gattai occupa la stessa sedia (la numero 23) che era del marito presso l’Academia Brasileira de Letras.
(Sis)