Roma, 11 gen – “Proprio per evitare – continua l’editoriale – quella traversata parlamentare irta d’ostacoli, il Vice ministro Danieli, ha proposto di aumentare i fondi per l’assistenza diretta e di assistere i connazionali che ne hanno bisogno, non più con un solo pagamento nell’anno, per il massimo attualmente consentito (circa 1500 dollari all’anno), ma con delle mensilità, fino alla cifra citata, durante tutto l’anno. Proposta sulla quale anche il sen. Pallaro sembra concordare. C’è inoltre un’altra questione sulla quale si sta aprendo il dibattito e che trova sostenitori nelle due parti. Si tratta di decidere se l’assistenza data – o per essere anche brutalmente precisi, pagata dall’Italia, debba essere solo per i nati in Italia e poi emigrati oppure se va estesa a tutti i cittadini italiani residenti all’estero che si trovano in situazione di bisogno o grave disagio o di povertà estrema o senza mezzi di sostentamento, senza prendere in considerazione il luogo di nascita, cioè anche se sono anche cittadini di un altro Stato. Tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge e quindi devono avere gli stessi diritti, come comanda la Costituzione e finché c’è la legge essa va rispettata, sostengono alcuni. Ma la realtà è che ci sono centinaia di leggi, buone o cattive, che non sono – almeno pienamente – rispettate. E la realtà è che se si chiede la luna si rischia di ottenere solo un sogno”.
(Cep/Sis)