Berna, 17 gen – Sacrificandone ricchezza e complessità, il film presenta le narrazioni di tre testimoni appartenenti a tre epoche, tre mondi, tre visioni significative e rappresentative, illustrate da materiali d’archivio e documenti filmati sulle attività delle associazioni. Per la prima generazione di emigrati, il ruolo delle Colonie Libere è fondamentale nel creare una rete di solidarietà e protezione sociale. A questa logica sindacale degli anni 60, si aggiunge negli anni 70, una logica di protezione identitaria. Le associazioni regionali, sorte anche per gestire il fenomeno del ritorno causato dalle contingenze economiche negative, è allo stesso tempo, per coloro che rimangono in Svizzera, disorientati dalle manifestazioni xenofobe di quegli anni, un luogo di forte riferimento simbolico. Oggi, i legami tra prima e seconda generazione sono sempre più emblematici, sempre meno legati ad un territorio di azione comune. Le associazioni dei «secondos» evolvono verso forme organizzative diverse, in una logica di maggiore impegno culturale. Senza negare il valore storico e simbolico delle associazioni dei padri e delle madri, esse rivendicano con orgoglio la loro doppia appartenenza, ma la realizzano in una logica rinnovata. Il film getta le basi per la comprensione della trasformazione continua di queste organizzazioni, come riflesso della trasformazione della migrazione italiana e della società svizzera nel suo complesso. Il film vuole essere un invito alla riflessione e alla discussione per i protagonisti di questo mondo, ma non solo. Le associazioni italiane rivelano percorsi comuni, problemi condivisi, progetti possibili per tutte le migranti e i migranti.
(Sis)