Roma, 23 dic – L’economista Alberto Alesina, residente all’estero, in una lettera al Corriere della Sera, dal titolo “Gli italiani all’estero, una comunità straordinaria che fa onore al paese” di dice “sconcertato” per le parole del ministro del Lavoro Giuliano Poletti: “Mi sono chiesto a chi Lei si riferisse”. “”Nel mio dipartimento di economia ammettiamo ogni anno circa venti studenti, su circa ottocento che fanno domanda da tutto il mondo. Di questi venti, ogni anno tre o quattro sono italiani e (come tutti gli altri studenti) ricevono uno stipendio dall’università di circa 2000 dollari al mese e non pagano alcuna tassa universitaria. Sono sempre tra i nostri migliori dottorandi. Lo stesso vale per tanti altri ottimi dipartimenti di economia negli Stati Uniti ed in Inghilterra; e la stessa cosa accade in altre discipline, dalla matematica, alla psicologia alla letteratura. Questi dottorandi poi diventano professori nelle migliori università del mondo. Oppure Signor Ministro, Lei si riferiva a quegli scienziati e medici di cui sono pieni centri di ricerca e ospedali in Svizzera, Germania, Stati Uniti, Canada eccetera. Io ne conosco personalmente decine e decine solo a Boston dove c’è una comunità italiana scientifica ampia ed unita con centinaia di associati”. “Ma forse Lei, signor Ministro, non si riferiva a questi giovani ad alto livello di istruzione. Forse pensava a quei giovani disoccupati che invece di rimanere in Italia vivendo a spese delle pensioni dei loro genitori o sussidi statali vanno a fare i camerieri a Londra o New York in uno degli innumerevoli ristoranti di quelle città. Dopo periodi di turni massacranti e vita non facile fanno carriera e diventano manager del ristorante stesso o chef”. “Io non so bene a quali categorie lei si riferisse. Ma mi permetto di darle un consiglio: si dimetta. È la cosa più signorile che possa fare dopo una simile gaffe che riflette il suo pensiero. Ciò, fra l’altro, le permetterebbe di viaggiare un poco e conoscere le straordinarie comunità di italiani all’estero, che nel loro piccolo mantengono alta la reputazione del nostro Paese, insieme, sia ben chiaro, a tantissimi straordinari italiani che vivono in Italia”. (red)