Roma, 20 feb – Numerosi testimoni hanno indicato l’esercito colombiano come responsabile di questo crimine contro l’umanità; tesi che è stata confermata anche da diverse commissioni d’indagine formate da giuristi internazionali che si sono recati sulla zona del massacro. Per seguire i dettami dell’Organizzazione Mondiale del Commercio e degli istituti finanziari internazionali – il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale – il governo colombiano ha promosso monoculture come la Palma Africana per la produzione dell’Agrocombustibile. Per accedere all’affare del momento, multinazionali come Urapalma e Cenipalma, operanti nella regione colombiana del Chocó, si appropriarono, per mezzo di gruppi paramilitari e militari, delle terre delle popolazioni locali, costringendo la gente a sfollare sotto minaccia di morte e compiendo atroci assassini. Il governo colombiano è sfuggito ad ogni responsabilità, approvando una legge battezzata “Justicia y Paz” con la quale ha inscenato, in accordo con i mercenari, una smobilitazione fittizia, assicurando loro l’impunità. I paramilitari delle “AUC” continuano tuttora ad operare, ma sotto un altro nome. Ora si fanno chiamare: Aguilas Negras.
(Sis)