Roma, 28 feb – “Vogliamo salvare vite umane e responsabilizzare i libici perché il controllo dei migranti sia strappato alle milizie e ai racket, per essere messo sotto protezione internazionale con l’aiuto dell’Unhcr e dell’Oim. Puntare sulla politica senza mai farsi trascinare in avventure militari: ecco un altro tratto distintivo della politica portata avanti prima da Renzi e ora da Gentiloni, a cominciare dalla Libia. Un tratto che vorremmo che divenisse patrimonio condiviso dell’Europa”. Lo afferma il vice ministro degli Esteri con delega alla Cooperazione internazionale, Mario Giro, in una intervista a L’Unità, commentando la firma del memorandum Gentiloni-Sarraj in Libia con cui, aggiunge, “l’Italia ha inteso rafforzare il primo ministro libico e intervenire attraverso l’Organizzazione internazionale per le migrazioni nell’inferno dei centri di detenzione gestiti dal le milizie. So che su questo punto sono emerse preoccupazioni e critiche, che vanno assunte e risolte, partendo, però, dal riconoscimento che il Memorandum è molto diverso dal Trattato di amicizia tra Italia e Libia firmato nel 2008”.