Roma, 29 feb – Resta alta la probabilità di attentati contro obiettivi militari e civili italiani all’estero. I servizi segreti italiani mettono in guardia, anche in Italia, dall’attività di “residue frange eversive” e di cellule jihadiste. Secondo quanto si legge nella Relazione 2007 dei Servizi segreti al Parlamento, l’allarme riguarda essenzialmente i contingenti militari e i connazionali presenti in Afghanistan e in Libano, due zone caratterizzate, la prima, da un “drammatico incremento del terrorismo”, e la seconda da un’ingerenza di “gruppi jihadisti che tentano di infiltrare alcuni campi profughi”. Conseguenze possibili potrebbero essere persistenti attacchi contro i militari italiani delle missioni Isaf e Unifil. In particolare, il documento spiega che in Afghanistan si registra un “sensibile deterioramento della cornice di sicurezza nella provincia di Herat”, e una “intensificazione terroristica” nell’area di Kabul, zone dove sono schierati i militari italiani. Sono in aumento gli attentati, secondo il rapporto, “sia con ordigni rudimentali azionati a distanza, sia gli attacchi kamikaze”. Esiste poi il rischio, secondo i servizi segreti, “che l’espansione delle forze antigovernative al di fuori delle aree meridionali e orientali del Paese – tradizionali epicentri operativi dei Taleban – rientri nel disegno strategico di colpire i contingenti italiano, spagnolo e tedesco, sfruttando la disomogeneità delle posizioni dei vari Paesi impegnati in Afghanistan”. (SEGUE)