Roma, 4 mar – Il libro è il resoconto dello sbarco su Second Life di un avatar, la cui esistenza virtuale è stata “vissuta” alternativamente da due scrittori, che ne hanno racchiuso le esperienze in 147 pagine: “Per alcuni mesi – hanno spiegato gli autori del libro – abbiamo condiviso il corpo di Isaia Carter diventando residenti di Second Life, un mondo virtuale frequentato da milioni di persone. Mentre Isaia cresceva e la sua coscienza si sviluppava, ci siamo resi conto che era proprio quest’esperienza non-umana che meritava di essere raccontata”. “Il vero viaggio non è fisico. È guardare ciò che abbiamo davanti agli occhi tutti i giorni con occhi diversi”, scrisse Marcel Proust. E, se quello che sosteneva è vero, il libro di Longo e Majo rappresenta l’espressione del viaggio per antonomasia: “‘Vita di Isaia Carter, avatar’ – ha osservato La Francesca nel corso della presentazione – rappresenta una sorta di uscita dalla routine della corporeità alla quale siamo di solito abituati, e ci spinge a ragionare su temi di fronte a cui non spesso non ci poniamo. Paradossalmente, la realtà virtuale, fittizia, in cui vive un avatar, ci mette faccia a faccia con l’unica realtà che veramente interessa tutti noi: quella della nostra mente, della vita che si cela nella materia grigia protetta dalla nostra scatola cranica”. (SEGUE)