Roma, 4 mar – La legge varata nello scorso mese di agosto ha intensificato i controlli e messo a disposizione degli ispettori strumenti per operare con decisioni rapide e contrastare i fenomeni come il lavoro nero e quello part-time, la diffusione di sub / sub-appalti, così come gli abusi che si riscontrano nell’area del lavoro interinale e del lavoro apparentemente autonomo. “Ma non bastano i controlli più estesi e gli inasprimenti della normativa in materia di sicurezza – ha sostenuto Franco Narducci -, occorre un piano nazionale di formazione alla prevenzione e un coordinamento reale dei soggetti coinvolti nella gestione della sicurezza. Le rappresentanze sindacali hanno le possibilità e gli strumenti per intavolare un confronto serio su prassi ed esperienze maturate in altri paesi dell’Ue per la prevenzione degli infortuni, un punto essenziale della lotta alle morti sul lavoro”. “Basta con le chiacchiere e con le dichiarazioni di sdegno per tragedie di cui tutte le istituzioni sono responsabili, ha proseguito Narducci – Non perdiamo ulteriore terreno e avviamo un piano nazionale di formazione, in cui tutti gli Enti locali si sentano realmente coinvolti per creare una cultura diffusa anche attraverso la formazione da erogare alle e nelle imprese, attivando percorsi innovativi nell’ambito della gestione della sicurezza in ambiente di lavoro secondo prerogative europee”. Nel concludere Narducci ha sollecitato misure che “pongano in essere quelle azioni che garantiscono la certezza della sanzione per i contravventori alle prescrizioni sulla sicurezza sul lavoro”.
(Sis)