Milano, 7 mar – Pur con una disponibilità di risorse non comparabile con quella delle istituzioni internazionali di riferimento, la Bocconi si propone di “costruire nel tempo”, ha affermato Provasoli, “un significativo differenziale competitivo diretto a colmare lo sconto spesso applicato a molte attività di matrice italiana”. Ha poi sottolineato l’urgenza di interventi atti a rafforzare la competitività dell’alta formazione italiana, se non se ne vogliono pagare le conseguenze nel medio periodo. “La necessaria riflessione”, ha affermato, “deve condurre a valutare l’opportunità di concentrare il sostegno e rafforzare il radicamento e lo sviluppo di un numero limitato di istituzioni di ricerca ed alta formazione”. Robert Grant, il docente britannico autore di uno dei più diffusi manuali al mondo di strategia, appena entrato nella faculty Bocconi, ha lanciato un accorato appello a mantenere le proprie peculiarità, a conclusione di una prolusione basata sui parallelismi tra settore energetico e alta formazione. Le business school europee, ha spiegato, sono più vicine alla business community di quelle americane e non hanno storicamente sofferto i condizionamenti dovuti a un ambiente accademico dominato dalle metodologie delle scienze esatte. Devono fare leva su questi punti di forza anziché adeguarsi agli standard dettati dalla necessità di ben figurare nei ranking di matrice anglosassone.
(Deg)