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SIRIA, ALFANO: EUROPA SIA LEADER IN RICOSTRUZIONE

it@withub.it by it@withub.it
12 Aprile 2017
in In evidenza HP, In evidenza top news
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Anche secondo il ministro degli Esteri Angelino Alfano “la reazione degli Stati Uniti” all’utilizzo di armi chimiche da parte del regime siriano a Idlib “è stata proporzionata, motivata e comprensibile” e tra l’altro dimostra che “gli Usa sembrano essere tornati a rivestire un ruolo attivo nella politica estera internazionale”. Un giudizio su cui il governo sembra unanime, visto che lo stesso premier Paolo Gentiloni all’indomani del contrattacco di Trump aveva usato parole analoghe. Un giudizio che però divide il parlamento italiano e un po’ anche la maggioranza, visto che non solo l’opposizione giudica le bombe americane “un intervento militare sconsiderato, fuori dal diritto internazionale, che delegittima le Nazioni Unite”, come dice Peppe De Cristofaro di Sel, ma anche un uomo della maggioranza come Alessandro Maran, secondo cui “Trump ha avuto la sua prima lezione di politica estera pensando che potesse bastare mettere in campo qualche arsenale militare in più del suo predecessore, con un attacco missilistico sconsiderato”.

SOLUZIONE DIPLOMATICA – Quello che è certo, spiega Alfano in Senato, è che “per la prima volta un G7 allarga il suo campo a un Paese non membro, e ha fatto emergere sensibilità diverse nei confronti della Russia. E’ comunque la linea generale quella di insistere su Mosca a svolgere un’azione diplomatica verso la Siria, vista la ineludibile influenza di Mosca su Assad. Tuttavia serve il contro-bilanciamento degli Stati Uniti, che restano il nostro principale alleato. Non crediamo nella soluzione militare, bisogna portare avanti il negoziato”. E ancora: “La Russia si trova oggi con un partner screditato” e l’unica soluzione è “che convincano Assad a fargli fare sincere concessioni politiche. Non si può pensare di passare alla fase della ricostruzione finché Assad è al potere e uccide il suo popolo, e sulla ricostruzione l’Europa si candida ad avere un ruolo di leadership essenziale”. Puntando sempre e comunque sulla soluzione diplomatica: “Non esistono scorciatoie per arrivare alla pace in Siria, ci vuole tempo. Il negoziato di Ginevra va sostenuto, una Siria pacificata può arrivare soltanto con un negoziato. (Sis – 12 apr)

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