Roma, 18 mar – In occasione delle elezioni politiche del 13 e 14 aprile 2008 il Consiglio direttivo dell’Unaie, (l’Unione Nazionale delle Associazioni degli Immigrati e degli Emigrati) riunitosi a Roma lo scorso 17 marzo ha ritenuto importante riproporre all’attenzione dei candidati e degli elettori un documento di impegno programmatico che potrà essere sottoscritto da tutti i candidati che si impegnano ad assumere la linea politica di seguito espressa. “Il candidato deve dimostrare nella sua azione di avere sempre come punto di riferimento la sua base elettiva, creando delle forme di consultazione permanenti al fine di conoscere le esigenze i problemi e le aspettative dell’emigrato e della comunità italiana all’estero per poi portarle all’attenzione delle istituzioni nazionali e regionali. Successivamente potrà poi proporre una politica del dopo voto, capace di coinvolgere nella vita del Paese le comunità italiane che vivono all’estero”. “La sua campagna elettorale – spiegano da l’Unaie – dovrà essere basata sulla moralità e sulla trasparenza con modalità il più possibile simili, a quelle stabilite dalla normativa di riferimento dei candidati che si presentano in Italia, rispettando la legislazione, le sensibilità del paese ospitante e certificando i propri contributi e spese elettorali con un bilancio pubblico”. Secondo i dettami di Unaie, il candidato, “dovrà avere un rapporto privilegiato con l’Associazionismo organizzato a favore degli Italiani all’estero – da non confondersi con chi, pur estraneo al mondo dell’emigrazione, ne proclama la rappresentanza – rispettandone l’identità, l’autonomia e mantenendo nettamente distinti il ruolo dei partiti rispetto a quello del volontariato e dei sodalizi che lo rappresentano. Il candidato, nel tener conto che la possibilità per i migranti di poter esercitare i propri diritti politici con il voto rappresenta una formidabile occasione per un rinnovato impegno legislativo sulla tematica, si impegnerà nell’armonizzare la normativa nazionale con quella regionale e locale, assai carente pur in presenza di un vivace protagonismo delle Regioni Italiane all’estero”.(SEGUE)