Roma, 19 mar – “Per salvare il Made in Italy – ha proseguito la Brambilla – sono tre le misure prioritarie da adottare immediatamente: il miglioramento della produttività a costi compatibili attraverso misure di detassazione degli straordinari e di detraibilità delle spese per l’innovazione dei prodotti; una più efficace collaborazione con le istituzioni europee per l’attuazione di politiche anti-dumping; il rilancio dei consumi delle famiglie”. Sono nove i punti su cui si basano le richieste di piccole, medie e grandi imprese per ridare slancio all’imprenditoria italiana, e accrescere gli investimenti sul marchio Italia: in primo luogo, la riduzione del carico fiscale, con la defiscalizzazione per imprese di giovani imprenditori, l’assistenza nella riconversione produttiva e la diminuzione del peso contributivo. In secondo luogo, il rafforzamento della competitività, con azioni di rilancio del prodotto, del turismo, della qualità, della produttività selezionata e originale. Un terzo punto è quello della semplificazione normativo-amministrativa, con interventi a tutela dello ‘start-up’, riduzione delle pratiche burocratiche in fase di avvio e riduzioni dei costi della burocrazia. E ancora, nel manifesto compare la richiesta del raggiungimento di una convergenza tra innovazione, ricerca e investimento delle imprese, con il miglioramento dei livelli di informatizzazione e il sostegno economico della ricerca. (SEGUE)