Roma, 1 apr – “La legislatura appena conclusa ha avviato un processo positivo per i cittadini italiani residenti all’estero. Un processo che deve essere confermato dal prossimo importante e decisivo appuntamento elettorale”. Si apre con giudizio favorevole sulla XV legislatura, quella che ha visto per la prima volta in Parlamento i rappresentanti degli italiani all’estero, il documento delle Acli internazionali sulle prossime elezioni politiche, presentato oggi a Londra in un incontro tra i dirigenti europei dell’associazione. La Fai, la Federazione delle Acli internazionali, “giudica positivamente”, in particolare, “sebbene le difficoltà siano state numerose, l’attività legislativa che i parlamentari eletti nelle circoscrizioni estere hanno espresso in un arco di tempo così breve”. Il documento, che invita i cittadini italiani residenti all’estero ad una “convinta partecipazione al voto”, segnala ai candidati obiettivi e priorità per “rafforzare i diritti di cittadinanza, rappresentanza e partecipazione” degli emigrati italiani, quelli di lunga data ma anche le nuove generazioni. La Fai parte dalla richiesta di una riorganizzazione – anziché riduzione – dei servizi consolari per gli italiani nel mondo, per “aumentare il livello d’efficienza” non solo con un ampio ricorso alle tecnologie, ma con un “cambiamento culturale” basato sui i principi della «meritocrazia, formazione e valutazione». Per garantire i diritti pensionistici, fiscali e d’assistenza sanitaria ai connazionali che vivono fuori dell’Italia con un’attenzione particolare alle fasce più emarginate e meno abbienti, le Acli chiedono al prossimo Parlamento “l’approvazione, non più rinviabile, del disegno di legge sull’assegno di solidarietà”. Si propone la “riforma del quadro normativo per l’insegnamento della lingua italiana all’estero”, che favorisca la creazione di “percorsi compiuti e unitari di formazione, dai livelli di base a quelli più alti, e rivolti non solo agli italiani e ai discendenti ma anche agli autoctoni”.
(SEGUE)