Trento, 7 apr – Rinasce dopo 2000 anni, per mano dei Salesiani di Betlemme, il vino di Cana. L’annuncio arriva dal Vinitaly, dove è stato presentato il Progetto Cremisan, che vede uniti l’Assessorato alla solidarietà internazionale della Provincia autonoma di Trento, l’Istituto agrario di San Michele all’Adige, l’associazione non governativa VIS (Volontariato internazionale per lo sviluppo), la Regione Umbria, associazioni e wine maker di fama internazionale come Riccardo Cotarella. Cremisan, a cinque chilometri da Betlemme e dodici da Gerusalemme, è un nome noto in Palestina: dai vigneti e dalla cantina del convento dei Salesiani esce infatti il “vino di Cana”. Vigneti e cantina che, costruzione del muro permettendo (il muro che gli israeliani stanno erigendo per separare Israele dai territori palestinesi), saranno oggetto di un progetto di rilancio che prevede il rinnovamento e riqualificazione degli storici vigneti e la “ristrutturazione integrata” della cantina vinicola. Alla illustrazione dell’iniziativa, presentata da Riccardo Cotarella, presidente del comitato di donatori del progetto Cremisan, sono intervenuti tra gli altri, accanto all’assessore trentino alla solidarietà internazionale ed al presidente della Fondazione E. Mach Iasma, Giovanni Gius, l’assessore umbro alle politiche agricole Carlo Liviantoni, Padre Franco Ronzani dei Salesiani di Betlemme, Sara Faustinelli del Vis. (SEGUE)