Roma, 11 apr – “Si chiusa la campagna elettorale all’estero ed alle 16 di ieri, giovedì, ‘chi ha votato ha votato’. Per centinaia di migliaia di persone temo che questo voto sia stato una farsa ed una ingiustizia in quanto tanti elettori non hanno ricevuto le schede elettorali o il loro voto è finito in qualche angolo di ufficio postale ed è rimasto in giro senza poter essere stato recapitato a tempo ai vari Consolati”. Marco Zacchera, responsabile estero di An-Pdl, sottolinea i problemi riscontrati in diverse ripartizioni con il voto all’estero, le cui procedure si sono concluse ieri. “A complicare le cose ci si sono messi scioperi in diversi paesi (come in Brasile), ritardi, impossibilità di adeguare in tempo le liste elettorali, comuni italiani che – non rispondendo ai consolati all’estero che chiedevano aggiornamenti – hanno di fatto impedito l’esercizio del voto a tantissimi cittadini. Piacerebbe sapere quanti voti sono arrivati ed arriveranno dopo il termine e perchè non si sia voluto dare almeno 48 ore di tempo in più per le votazioni, visto che gli scrutini inizieranno solo lunedì – si chiede Zacchera – Ad una grande ideale fortemente voluto e realizzato da Mirko Tremaglia e rispettando finalmente il sacrosanto principio che gli italiani devono poter votare anche se residenti all’estero, si contrappone una legge che nelle sue scelte tecniche è da riformare, nella logica di far votare solo gli italiani “veri”, ma garantendo che il loro voto sia correttamente contabilizzato ed espresso, senza trucchi e senza ritardi. Così non è stato, anche questa volta. Cambiare questa legge deve essere un impegno per la prossima legislatura”.
(Sis)