Roma, 14 set – “Dobbiamo renderci conto che anche se il fenomeno della nuova mobilità non è negativo di per sé, c’è comunque un impoverimento del paese. Sono risorse su cui abbiamo investito anni e risorse dello Stato che vengono reinvestite all’estero. C’è un problema di impoverimento e di impatto in termini di servizi da prestare a questa nuova mobilità, che si va ad aggiungere alla presenza tradizionale degli italiani all’estero (5 milioni di italiani iscritti all’Aire)”. Lo ha affermato Luigi Maria Vignali, direttore generale per gli Italiani all’estero e le politiche migratorie del ministero degli Affari esteri, in audizione in Commissione Esteri della Camera. I nuovi italiani all’estero “chiedono nuovi servizi, diversi da quelli che diamo all’emigrazione tradizionale. Chiedono in primo luogo integrazione, studiare la lingua del posto, servizi innovativi, digitali, un’attenzione rinnovata da parte delle strutture consolari a cui dobbiamo saper rispondere”. (Sip)