Più di ventimila firme in pochi giorni, per dire ad alta voce “Mai più Fascismi”. Ventimila firme ottenute prima ancora che l’Associazione nazionale dei partigiani italiani presentasse ufficialmente l’appello, sottoscritto da 23 tra associazioni e gruppi politici (c’è anche il Pd, Leu, Prc) ideato per contrastare il moltiplicarsi di “organizzazioni neofasciste o neonaziste presenti in modo crescente nella realtà sociale e sul web” che diffondono i virus della violenza, della discriminazione, dell’odio verso chi bollano come diverso, del razzismo e della xenofobia, a ottant’anni da uno dei provvedimenti più odiosi del fascismo: la promulgazione delle leggi razziali”. Fenomeni analoghi stanno avvenendo nel mondo e in Europa, in particolare nell’est, e si manifestano specialmente attraverso risorgenti chiusure nazionalistiche e xenofobe, vedi quanto successo proprio questa mattina in Polonia. Nell’appello si sollecita dunque “ogni potere pubblico e privato a promuovere una nuova stagione di giustizia sociale contrastando il degrado, l’abbandono e la povertà che sono oggi il brodo di coltura che alimenta tutti i neofascismi, a operare perché lo Stato manifesti pienamente la sua natura antifascista in ogni sua articolazione, impegnandosi in particolare sul terreno della formazione, della memoria, della conoscenza e dell’attuazione della Costituzione”. E si lancia un allarme democratico richiamando alle proprie responsabilità tutti i livelli delle Istituzioni affinché si attui pienamente la XII Disposizione della Costituzione (“E` vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”) e si applichino integralmente le leggi Scelba e Mancino che puniscono ogni forma di fascismo e di razzismo”. Per questo, specialmente in ottica delle elezioni alle porte “esortiamo le autorità competenti a vietare nelle competizioni elettorali la presentazione di liste direttamente o indirettamente legate a organizzazioni, associazioni o partiti che si richiamino al fascismo o al nazismo, come sostanzialmente previsto dagli attuali regolamenti, ma non sempre applicato, e a proibire nei Comuni e nelle Regioni iniziative promosse da tali organismi, comunque camuffati, prendendo esempio dalle buone pratiche di diverse Istituzioni locali”. Per ultimo, si chiede dunque che le organizzazioni neofasciste o neonaziste siano messe nella condizione di non nuocere sciogliendole per legge, come già avvenuto in alcuni casi negli anni 70 e come imposto dalla XII Disposizione della Costituzione. “Ci sono formazioni come Casapound o Forza Nuova che anche se non portano nel loro nome la parola fascismo tali sono, e vanno perseguite. Vogliamo fare una risposta umana a idee disumane. In pochi giorni abbiamo avuto 20mila firme, vuol dire che c’è una Italia unita e democratica che non si fa intimidire e che chiede che sia applicata la dodicesima disposizione finale della costituzione. Le associazioni fasciste devono essere sciolte come prevede la legge” dice la presidente nazionale dell’Anpi, Carla Nespolo. E don Luigi Ciotti ammonisce: “Nella costituzione ci sono le istruzioni per archiviare una volta per tutti i fascismi, perché finché non lo facciamo il processo di liberazione non sarà ancora terminato: un paese soggiogato dalla mafia e dai sentimenti fascisti non è un paese libero”. “Forse il nostro paese non ha fatto fino in fondo i conti con la propria storia – riflette Susanna Camusso – E se penso alle scelte che ha fatto il senato polacco questa notte, credo noi dobbiamo invece proporcelo. Dobbiamo attrezzare i giovani ad avere memoria, riempire quel terribile vuoto che ha lasciato la rappresentanza politica”.
