Roma, 11 ott – “La crescita economica mondiale ha superato i valori antecedenti la crisi sanitaria e, in molti paesi, l’inflazione sta accelerando trainata dal significativo aumento dei listini dei prodotti energetici. La revisione dei conti nazionali annuali ha confermato che, in base ai dati dei primi due trimestri, l’incremento acquisito del Pil italiano per il 2021 è pari al 4,7%”. Lo si legge nella Nota mensile sull’andamento dell’economia italiana dell’Istat. “Ad agosto, si è registrata una lieve diminuzione congiunturale della produzione industriale, dopo due mesi consecutivi di crescita. La dinamica nella media del periodo giugno-agosto rimane significativamente positiva. La ripresa dei ritmi produttivi e dei consumi continua ad associarsi a un generale miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro anche se, da luglio, si sono manifestate contenute riduzioni del numero di occupati e i primi segnali nella manifattura di un possibile mismatch tra domanda e offerta. A settembre, si è ridotto il divario con l’inflazione dell’area euro. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo è cresciuto in termini tendenziali del 3,0%, in accelerazione rispetto al mese precedente. In presenza di un ulteriore miglioramento della fiducia delle famiglie, che ha raggiunto il valore più elevato dall’inizio della serie storica, la fiducia delle imprese mostra progressi accentuati nei servizi di mercato e in particolare nel turismo”. In particolare le revisioni dei conti nazionali annuali e trimestrali hanno confermato gli andamenti del Prodotto interno lordo diffusi precedentemente. Il Pil in volume è risultato in calo dell’8,9% nel 2020 mentre i dati relativi ai primi due trimestri del 2021 confermano il modesto aumento congiunturale nel primo trimestre (+0,2%), seguito da una crescita più marcata nel secondo (+2,7%) superiore a quella media dell’area euro e di Francia e Germania. In termini congiunturali, tutti i principali aggregati della domanda interna sono risultati in espansione, con incrementi del 3,4% dei consumi finali nazionali e del 2,6% degli investimenti fissi lordi. Le importazioni e le esportazioni sono invece cresciute, rispettivamente, del 2,4% e del 3,2%. Dal lato dell’offerta, la ripresa dei ritmi produttivi è stata trainata dalle costruzioni e dai servizi il cui valore aggiunto è aumentato rispettivamente del 3,2% e del 3%. Anche l’industria in senso stretto ha continuato a mostrare una dinamica positiva (+1,0%). “Lo scenario internazionale – si legge nell’analisi – continua a essere caratterizzato da una ripresa economica eterogenea tra aree e paesi. Secondo le stime dell’OCSE, il Pil mondiale aumenterà del 5,7% quest’anno e del 4,5% nel 2022, sostenuto dall’intonazione ancora espansiva delle politiche economiche. La crescita dell’economia mondiale ha superato i valori antecedenti la pandemia da Covid-19 e, in molti paesi, l’inflazione sta accelerando trainata dal significativo aumento dei listini dei prodotti energetici”. Inoltre “il PMI sui nuovi ordinativi all’export continua a suggerire, tuttavia, una possibile ripresa della domanda globale nei prossimi mesi”. (red)
