Roma, 28 mag – Adesso aspetto di andare a Parma, vedere la casa dove sono cresciuta, la ‘naturaleza’ – le scappa una parola spagnolo, che significa ‘natura’ – che ho sempre amato”. “Sono molto contenta – ha detto Fatima Boni, dell’associazione emiliano-romagnola di Santo e Itun – di vedere il riscatto dei nostri emigranti, che grazie alla solidarietà della Regione hanno la possibilità di tornare nella loro terra”. Il temperamento solidale degli emiliano-romagnoli è d’altronde cosa conosciuta: “In Argentina – spiega Orestina Valla – le associazioni emiliano-romagnole si sono battute per l’importante tema delle pensioni”. “Anche in Brasile – spiega Vivian Rodriguez – abbiamo un associazionismo non fatto solo di parole, ma di azioni. Stiamo via via organizzando corsi di cucina emiliano-romagnola, e tentando di attrarre le energie giovani: ci sono molte persone che hanno voglia di riscattare la cultura e la storia emiliano-romagnola”. E anche in Svezia ci si occupa di tematiche sociali: “Abbiamo organizzato una serie di incontri per la lotta all’aids”. “Metà dei ricavati della festa della piadina, un’iniziativa che ha fatto ‘innamorare’ di noi molti svizzeri – spiega Lorenzo Zanrè, dell’associazione emiliano-romagnoli di Bellinzona – è devoluta in beneficienza”.
(Cat)