Roma, 3 apr – Grazie all’utilizzo contemporaneo di antenne da terra con quella sul satellite russo RadioAstron, un gruppo di ricerca internazionale appartenente a otto diverse nazioni ha ottenuto immagini con una elevatissima risoluzione angolare che permette di studiare il getto radio di 3C 84 con dettagli dieci volte migliori di quelli ottenibili usando solo le antenne da terra. Nello specifico, l’esperimento ha coinvolto oltre all’antenna in orbita nello spazio, 29 radiotelescopi da terra, tra cui le stazioni gestite dall’INAF a Medicina (vicino Bologna) e a Noto (in provincia di Siracusa).
“Il risultato è stato sorprendente. Il getto è risultato essere trasversalmente esteso e molto più largo di quanto previsto dagli attuali modelli teorici. Questo dato fa ipotizzare due cause: un’espansione iniziale molto forte e difficile da giustificare teoricamente, oppure che la parte esterna del getto non abbia origine nel buco nero ruotante bensì nel disco di accrescimento che lo circonda” dice Gabriele Giovannini, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica e Università di Bologna, primo autore dell’articolo pubblicato su Nature Astronomy. (BIG ITALY / SEGUE)