“Ho ancora dei compiti da correggere. Ai i miei alunni inizio a mancare ma ora sono qui e sono felice e orgogliosa di esserci”. Angela Schirò è nata 33 anni fa a Gernsbach (a pochi chilometri da Rastatt, nel Baden-Württemberg), figlia di emigranti italiani (madre calabrese, padre siciliano e nonno “unico socialista del Paese”), fino a qualche giorno fa lavorava come insegnante di lingue (Italiano e Spagnolo) in una scuola superiore pubblica a Pforzheim, vicino Stoccarda. Ora è pronta a rappresentare gli italiani nel mondo visto che è stata eletta parlamentare del Partito Democratico alla Camera dei Deputati nella circoscrizione Europa. Ed è pronta anche a lanciare un messaggio: il Pd all’estero è unito come non mai. “Con gli altri eletti all’estero come Francesca La Marca, Massimo Ungaro e al senato Giacobbe e Laura Garavini – racconta infatti a 9colonne la deputata residente a Karlsruhe – c’è voglia di fare squadra e lavorare bene. Andiamo d’accordo, tra noi c’è sintonia. In questo momento come non mai è necessario rimanere uniti. Non ho mai amato le correnti. Le divisioni sono controproducenti. Ho sempre creduto nel partito inteso come un insieme di valori. Il partito è di tutti. Chi come me è alla sua prima legislatura porta a Montecitorio un forte entusiasmo. Chi ha più esperienza saprà, invece, aiutarci, sostenerci e indicarci. Ne sono convinta. E poi dobbiamo ricordare che sì, il Pd è stato il partito più eletto all’estero ma il centrodestra ha conquistato una fetta importante di elettorato”.
IL VOTO ALL’ESTERO E LE MODALITA’ DA RIVEDERE – Attiva da anni nel PD Germania e PD Europa, Schirò era l’unica esponente italo-tedesca in lista: “Non credevo di farcela. Per me è stata già una conquista il fatto di trovarmi in una lista di candidati. Ho cercato di fare del mio meglio. La mia è stata una campagna elettorale molto low budget: avevo davvero poche risorse a disposizione e tempi stetti. Eppure ogni singolo passaparola si è rivelato prezioso per ottenere quello che è stato un risultato incredibile. Non dimenticherò mai la notte dello scrutinio a Castelnuovo di Porto”. E proprio a proposito delle polemiche nate al Centro polifunzionale della Protezione Civile che ha ospitato i 700 seggi del Collegio per l’Estero, Schirò sottolinea: “E’ lì che sono confluiti tutti i voti espressi dai circa 4,3 milioni di italiani fuori dall’Italia. Credo sia doveroso riflettere e rivedere alcune modalità del voto all’estero per evitare caos, ritardi, polemiche. E’ stato spiacevole ritrovarmi di fronte a persone che non avevano le giuste competenze per svolgere il ruolo che gli era stato assegnato. Molte persone non si sono presentate. Il mio – continua Schirò a proposito della sua elezione – è stato un testa a testa con Alessio Tacconi: una persona che trovo molto preparata e ricca di esperienza. La vittoria per me è stata una sorpresa: che emozione vedere visto scritto il mio nome tutte quelle volte!” aggiunge la deputata, italiana di seconda generazione in Germania.
AL LAVORO ANCHE DALL’OPPOSIZIONE – “La mia elezione –dice Schirò a 9colonne – è stata il frutto di più componenti vincenti. Il fatto di essere una donna, una giovane donna, è stato un punto a mio favore. Come anche la mia esperienza lavorativa”. Sul futuro del Governo la deputata Pd precisa: “E’ difficile. Bisogna decidere per il bene del Paese. Il Pd è coerente. I risultati elettorali ci hanno indirizzato all’opposizione. Ma anche da lì si può dare un contributo interessante e fare proposte. Magari lavorare insieme a una nuova legge elettorale. Siamo pronti ad ascoltare e crediamo nel dialogo, vediamo se ci sono punti in comune. Non deve esserci però, nessuna forzatura. Credo tuttavia che tra il Movimento 5 Stelle e la Lega i giochi siano in realtà già fatti. Staremo a vedere. Da italiana all’estero posso solo aggiungere – conclude la neodeputata – che Renzi segretario per gli italiani nel mondo ha rappresentato in questi anni una vera boccata d’aria fresca”. (PO / Gil – 10 apr)
