Roma, 11 apr – “In Italia è necessario un nuovo patto tra generazioni. La mia fatica ad affermarsi per via del nepotismo e di un sistema che al momento disincentiva le nuove generazioni” spiega Ungaro che è convinto che “un governo Lega–5 Stelle sarebbe un male per il Paese. Era l’incubo che avevo in campagna elettorale – precisa – e trovo che sia difficile per il Pd dialogare con i 5 Stelle specie su temi come il reddito di cittadinanza. Noi vogliamo la cultura del lavoro e premiare chi lavora. Siamo culturalmente diversi e distanti sia dalla Lega che dal Movimento 5 Stelle”. Anche per Ungaro le modalità di voto all’estero vanno riviste (“le polemiche sui brogli e i ritardi lo sviliscono”) e a proposito di chi lo ha preceduto aggiunge: “Alle spalle abbiamo un partito serio. Il partito degli italiani all’estero è il Partito democratico. Oltreconfine ci siamo confermati primo partito e in Inghilterra i voti sono raddoppiati. Questo va sottolineato. Dobbiamo fare tesoro dell’esperienza di chi ci ha preceduto. Personalità come Farina, Micheloni, Narducci, Tacconi hanno seminato bene. Noi abbiamo raccolto. Hanno lavorato bene e ora tocca a noi prendere il testimone. Siamo una squadra”. A proposito degli altri eletti all’estero del Pd, il giovane neodeputato conferma che c’è una grande sintonia: “Sì, siamo affiatati. Il Pd all’estero è unito e lo dimostrano le decine e decine di circoli e i tanti militanti”. E in Italia? “Il Pd –conclude Ungaro – è una comunità che dialoga e che discute. A volte può avere confronti un po’ aspri ma è un elemento che indica che siamo vivi più che mai”. (Gil)