Roma, 2 mag – La senatrice – residente a Berlino e trasferitasi in Germania nell’89, durante le settimane della caduta del muro – sottolinea le grandi differenze che intercorrono tra il caso italiano e quello tedesco: “Lì, dopo una fase di conflittualità durata la bellezza di sei mesi, adesso si è arrivati a una grande coalizione ma è tutto un altro discorso rispetto al nostro Paese: inizialmente si era pensato a un’alleanza ‘giamaica’ tra forze diverse di destra, popolari, liberali e verdi, ma questa ipotesi di governo non si è realizzata e la Spd, nonostante avesse dichiarato subito dopo il voto che si sarebbe mantenuta all’opposizione, ha optato poi per una grande coalizione con la Cdu attraverso un referendum tra gli iscritti e alla luce delle pressioni esercitate dal presidente della Repubblica. La differenza però – avverte Garavini – è che in Germania le forze politiche che hanno interloquito sono tutte rispettose dei canoni istituzionali e della democrazia, cosa che purtroppo non si può dire di tutte le forze in campo in Italia, per esempio dei cinque stelle che hanno fatto dei costanti attacchi agli altri partiti e alle istituzioni il loro profilo politico. È vero – conclude la senatrice dem – che nelle ultime settimane dopo il voto hanno cercato un po’ di cambiare pelle, acquisendo un profilo più istituzionale e democratico, ma fino ad adesso è stato esattamente il contrario e questo è un fattore che preclude la possibilità di un governo insieme”. (PO / Roc)